Il Marocco assiste con il fiato sospeso ai lavori di scavo per liberare dalle viscere della terra il piccolo Rayan, da 4 giorni in un pozzo, a 32 metri di profondità. Alle prime ore di questa mattina di sabato, il bimbo ha potuto essere rifocillato. Al momento rimangono pochi metri di roccia da rimuovere. All’apprensione del Marocco si uniscono i Paesi del mondo intero, soprattutto quelli che hanno conosciuto drammi simili, come la Spagna - con il piccolo Julian, a Malaga, nel 2017 - e l’Italia, che di interventi simili ne ha vissuti 3, il più noto dei quali è quello di Alfredino Rampi, nel 1981.
"Siamo quasi arrivati. Abbiamo lavorato duramente per tre giorni. Ci stiamo stancando, ma tutte le squadre di soccorso stanno resistendo nonostante l'imprevisto", spiega un responsabile dei lavori di recupero. Il ragazzino era caduto accidentalmente nel pozzo asciutto, stretto e difficile da raggiungere, scavato vicino alla casa di famiglia nel villaggio di Ighrane, vicino a Bab Berred, nella provincia settentrionale di Chefchaouen, martedì pomeriggio.
Sabato l'operazione di salvataggio è entrata in una fase decisiva, hanno detto le autorità locali, con l'inizio della perforazione di un tunnel orizzontale di tre metri per raggiungere il bambino, visto che le altre soluzioni per estrarlo dall'angusta posizione sono state scartate per motivi di sicurezza.
Notiziario 11.00 del 5.02.2022
RSI Info 05.02.2022, 12:21
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