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Un contratto per l'industria e la vendita

La Tripartita non retrocede; l'AITI preannuncia ricorso

  • 14.09.2012, 15:55
  • 4 maggio, 12:34
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  • KEYSTONE

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Per contrastare il dumping salariale, la Commissione tripartita in materia di libera circolazione delle persone ha ribadito oggi il proprio assenso ai contratti normali di lavoro in due rami del settore dell'industria e in quello della vendita.

Dopo un’attenta valutazione delle diverse proposte formulate in giugno e pubblicate sul foglio ufficiale, viene sottolineato in una nota, la Tripartita ha deciso di sospendere la procedura di adozione del contratto per il settore farmaceutico, per procedere ad un approfondimento dei controlli e di proporre al Consiglio di Stato ticinese l’adozione dei contratti per i settori della fabbricazione di apparecchiature elettriche e per quello della fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica. Per quanto riguarda il settore della vendita al dettaglio, invece, la Commissione propone al Governo l’adozione di un contratto, per la durata limitata ad un anno.

Tre settori particolarmente sensibili

Nel comparto industriale, è bene ricordare, erano stati pubblicati tre contratti normali distinti per i settori legati alla fabbricazione di apparecchiature elettriche, all’industria farmaceutica e alla fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica. In particolare, questi tre contratti prevedevano la definizione dei salari minimi per il personale con qualifiche basse.

AITI contraria

Se sul fronte sindacale la decisione di suscita un sentimento di soddisfazione, così non è per quanto riguarda l'Associazione industrie ticinesi (AITI), che ha già preannunciato ricorso.

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