Mondo

Verso la "cittadinanza globale"

Al Forum Sociale Mondiale di Tunisi sono tutti concordi: parlare di Sud povero e di Nord ricco non ha più senso

  • 29.03.2015, 17:41
  • 4 maggio, 14:15
La delegazione del Mali

La delegazione del Mali

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Non ha più senso parlare di Sud povero e di Nord ricco. Al Forum Sociale Mondiale, conclusosi sabato a Tunisi, ne sono convinti tutti. Le oltre 4 mila organizzazioni intervenute concordano che è necessario più che mai parlare di “cittadinanza globale”, cioè di una responsabilità condivisa da tutti gli abitanti del pianeta. Nei paesi a reddito intermedio, quasi un miliardo di persone vivono in condizioni di povertà: c’è quindi un Sud dentro ogni Nord.

Questo uno dei temi discussi nell’atelier organizzato da E-Changer-/Comundo che, con Alliance Sud, ha coordinato i lavori della delegazione svizzera, formata da una sessantina di persone. Le organizzazioni che si occupano di cooperazione internazionale sono coscienti che non si può più operare a livello di paesi, ma insieme, su temi come il riscaldamento climatico, le multinazionali, le miniere o l’acqua, che ci riguardano tutti.

Il lavoro in rete, al di là dei vecchi modelli Nord/Sud, è stato un tema affrontato in molti atelier del Forum Sociale Mondiale, un vero e proprio laboratorio di idee, un “brain-storming” della società civile a livello planetario. Ovunque, è stato detto, ci si confronta con le stesse multinazionali che sfruttano i lavoratori e la natura, con le politiche monetarie che diffondono precarietà e povertà. E con il terrorismo, che inevitabilmente ha impregnato la manifestazione dopo l’attentato al Museo Bardo.

Giovanni Valerio, Inter-Agire/Comundo

Il logo del Forum Sociale Mondiale

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