Al vertice tra i ministri degli Esteri della NATO incorso a Helsingborg, in Svezia, il segretario generale dell’Alleanza atlantica ha dichiarato che he un obiettivo prioritario sarà “mantenere e rafforzare” il sostegno all’Ucraina. Questo, secondo Rutte, comporta che gli aiuti finanziari e militari “siano distribuiti nel modo più equo possibile” tra gli alleati dell’Alleanza atlantica. Il “peso maggiore”, ha proseguito il segretario generale, al momento è sostenuto “da 6-7 alleati” e si deve quindi trovare un modo “più equo”.
Secondo l’ex premier olandese, “la buona notizia è che il loro contributo è sufficiente a garantire che l’Ucraina continui ad avere accesso a queste attrezzature statunitensi di fondamentale importanza. Ma ovviamente sarebbe più equo se, all’interno della NATO, e in particolare nella parte europea dell’Alleanza atlantica, pure altri alleati facessero la loro parte. Ma quando si tratta del sostegno all’Ucraina, e in particolare del sostegno politico all’Ucraina, non c’è assolutamente alcun dubbio”, ha precisato.
Mark Rutte, in presenza del segretario di Stato americano Marco Rubio, ha poi salutato positivamente l’annuncio di Donald Trump di inviare 5’000 soldati americani in Polonia. “Naturalmente, accolgo con grande favore l’annuncio”, precisa Rutte, ricordando che “la traiettoria su cui ci troviamo - ovvero un’Europa più forte e una NATO più forte - è volta a garantire che nel tempo e passo dopo passo diventeremo meno dipendenti da un unico alleato, come lo siamo stati per così tanto tempo”.
Dal canto suo Marco Rubio ha segnalato di essere al meeting in Svezia “per gettare le basi per quello che credo sarà probabilmente uno dei vertici dei leader più importanti nella storia della NATO”, quello di Ankara del 7 e 8 luglio. Rubio ha poi rimarcato la delusione di Trump: “Le opinioni del presidente, la sua delusione nei confronti di alcuni nostri alleati (in ambito NATO) e la loro reazione alle nostre operazioni in Medio Oriente, sono ben documentate. Si tratta di questioni che dovranno essere affrontate. Non saranno risolte né affrontate oggi. È un argomento che dovranno discutere i leader”, ha concluso Marco Rubio.

Ministri NATO riuniti in Svezia
Telegiornale 22.05.2026, 12:30
L’Ucraina colpisce i servizi segreti russi nei territori occupati
I servizi speciali ucraini hanno colpito duramente i servizi segreti russi attaccando il loro quartier generale nell’Oblast di Kherson occupato e provocando “un centinaio fra vittime e feriti”, oltre alla perdita di un sistema di difesa aerea Pantsir-S1 da circa 14 milioni di franchi, mentre i droni delle forze armate hanno centrato pure una raffineria nel cuore della Russia, a 800 chilometri dal confine.
Sono le “nuove operazioni” annunciate di recente e un contrattacco voluto da Kiev per fare sì che, rivendica il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, “i russi sentano la necessità di porre fine a questa guerra”.
Il quartier generale dell’agenzia di intelligence e sicurezza nazionale russa FSB (l’ex KGB ai tempi dell’URSS) nel villaggio occupato di Genicheska Hirka non era infatti un obiettivo qualunque, ma un centro di strategica importanza per le forze russe, che l’hanno usato dalla fine del 2022. A portare a termine l’operazione non a caso è stata l’élite delle forze ucraine, spiega Zelensky, uomini del Centro operazioni speciali ‘Alpha’ dell’SBU, l’agenzia di intelligence e sicurezza nazionale di Kiev.
Ma l’attacco al quartier generale dell’FSB ha anticipato solo di poche ore un’altra operazione strategica segnalata dal presidente ucraino: il raid di droni sulla raffineria di Syzran, nella regione russa di Samara. Un attacco che ha causato due vittime, ma soprattutto dimostra - per l’ennesima volta - la capacità tecnologica dei droni di Kiev di colpire a centinaia di chilometri, in profondità all’interno della Russia.
“Un’altra delle nostre sanzioni a lungo raggio contro la raffinazione del petrolio russa”, annuncia Zelensky. Perché l’obiettivo degli ucraini, ora che il petrolio russo gode della sospensione delle sanzioni grazie alla crisi energetica innescata dalla crisi in Medio Oriente, è sempre più colpire l’infrastruttura di raffinazione russa e chiudere così i rubinetti che garantiscono un flusso costante di denaro all’esercito di Mosca.
Senza Starlink i russi perdono slancio e territorio
L’Ucraina intanto ha riconquistato circa 400 chilometri quadrati di territorio durante la controffensiva di questi ultimi mesi, dopo che migliaia di terminali Internet portatili Starlink sono diventati inutilizzabili per le forze russe. Lo riporta Bloomberg, che cita un rapporto della Defense Intelligence Agency statunitense.
La controffensiva ha segnato le prime conquiste territoriali di Kiev dal 2023 ed è stata possibile perché le capacità militari della Russia sono state “temporaneamente ma significativamente compromesse” dopo la disattivazione dei terminali, secondo l’ultima valutazione degli aiuti statunitensi preparata per il Congresso USA.
Le truppe russe utilizzavano i terminali Starlink - creati e gestiti dalla società SpaceX di Elon Musk - “per coordinare i movimenti” e gli attacchi con i droni, ha affermato l’agenzia nel rapporto redatto dall’Ispettore Generale del Pentagono. “Le capacità militari russe nel Paese invaso da Mosca a febbraio 2022 sono state temporaneamente ma significativamente compromesse a seguito degli sforzi compiuti a febbraio dalle autorità ucraine per disattivare migliaia di terminali Starlink, utilizzati illegalmente dalle forze russe per coordinare movimenti e attacchi con droni in aree in cui le comunicazioni erano inaffidabili o facilmente disturbate”, hanno dichiarato la Defense Intelligence Agency (DIA) e il Comando Europeo degli Stati Uniti.
Kiev colpisce un dormitorio nel Donbass occupato: morti e feriti
Nell’Oblast di Luhansk, occupato dalla Russia, secondo quanto riferito dalle autorità di Mosca almeno quattro persone sono state uccise in un attacco con droni ucraini. Si presume che altre siano sepolte sotto le macerie, ha scritto venerdì Jana Lantratova, commissaria russa per i diritti umani, soggetta a sanzioni dell’UE. L’agenzia DPA ha segnalato che non è possibile verificare in modo indipendente queste informazioni.
In precedenza, l’amministratore regionale insediato da Mosca, Leonid Passetschnik, aveva parlato di 35 feriti. Ha riferito che i droni hanno colpito una scuola professionale e un dormitorio a Starobilsk, dove si trovavano 86 giovani di età compresa tra 14 e 18 anni.




