Si combatte ancora nel Westgate di Nairobi, preso d'assalto sabato scorso da fondamentalisti islamici in un attacco rivendicato dai ribelli somali di al shabaab e costato la vita fino ad oggi ad almeno 62 persone.
Lunedì sera, il Governo keniano aveva annunciato che l'operazione delle forze di sicurezza era stata portata a termine senza "resistenza", che tutti gli ostaggi erano stati liberati e che il centro commerciale era tornato "sotto controllo". Questa mattina, però, la smentita con nuovi spari e un'esplosione all’interno del Westgate.
Nelle ultime ore, fonti della sicurezza hanno ammesso che nell'edificio si nascondono ancora "alcuni" uomini armati. Un’ammissione che, di fato, conferma le recenti dichiarazioni degli shabaab che, attraverso un account Twitter, hanno dichiarato: “I mujaheddin mantengono la loro posizione all'interno della struttura; ci sono ostaggi ancora vivi, spaventati ma vivi”. "C'è un'innumerevole quantità di cadaveri", hanno aggiunto, smentendo nuovamente che nel commando di islamisti vi siano cittadini statunitensi o britannici.
Red M/M
Nel gruppo armato entrato in azione sabato nel centro commerciale figurano anche “due o tre cittadini americani di 18-19 anni di origine araba e somala e una cittadina britannica”. Lo ha affermato la ministra degli Esteri keniota Amina Mohamed . La donna britannica, ha sottolineate, ha già commesso “a più riprese” atti terroristici simili.
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La corrispondenza di Massimo Alberizzi
RSI Info 24.09.2013, 14:11
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