Natura e Animali

La colpa del dogsitter divide

Serve un'autorizzazione professionale, ma i pareri divergono sulle responsabilità in caso di aggressione

  • 24.07.2014, 13:33
  • 4 maggio, 13:32

La professione di dogsitter è in pieno sviluppo e sono sempre più numerosi quanti si mettono per mestiere a disposizione di chi non trova il tempo di curare o portare a spasso il proprio cane. Da gennaio chiunque si occupi di sei o più animali alla volta deve disporre di una formazione specifica e di un'autorizzazione cantonale. Tuttavia, non c'è uniformità riguardo alle responsabilità in caso di aggressioni.

Come raccomandato dalla fondazione "Tier im Recht" (L'animale nel diritto), Ginevra, Vaud e Berna la attribuiscono (la responsabilità in caso d'aggressioni) a chi porta a passeggio il cane, considerato un detentore provvisorio ai sensi del codice delle obbligazioni. Basilea e Zurigo trattano ogni caso separatamente, mentre Argovia ritiene che il dogsitter abbia il diritto di essere informato della pericolosità di un animale affidatogli. In caso contrario, non può essere considerato colpevole.

"Così è troppo facile, il professionista deve saper valutare l'esemplare", secondo l'esperto Andreas Oberthaler, che ritiene necessari diplomi per tutti: "da due cani in su, si può già parlare di muta".

pon/ATS

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