“D’in su la vetta della torre antica, passero solitario, alla campagna cantando vai finché non muore il giorno”. Così scriveva Giacomo Leopardi, guardando con invidia l’inconsapevole solitudine di questo piccolo uccello. Oggi, però, si potrebbe affermare che i passeri stiano diventando davvero più solitari, perché in lento declino. A preoccupare gli ornitologi, c’è fra le altre una specie presente in Svizzera principalmente a sud delle Alpi.
Quattro specie in Svizzera, di cui due in Ticino
I passeri sono facili da osservare e il loro comportamento curioso suscita anche molte simpatie. Meno noto, tuttavia, è che ci sono diverse specie di passeri nel nostro Paese: delle sei esistenti, quattro si riproducono in Svizzera.
In Ticino, le specie presenti sono due. “La passera mattugia è la più comune e diffusa, riconoscibile dalla macchia nera sulla guancia”, spiega Arno Schneider, coordinatore dell’antenna ticinese di Vogelwarte, la Stazione ornitologica svizzera.

La passera mattugia con il suo inconfondibile colletto bianco e la macchia nera sulla guancia. Maschi e femmine sono identici
La seconda specie è la passera d’Italia, parente stretta della passera europea, specie presente unicamente a sud delle Alpi e in tutta la penisola italiana: il Ticino rappresenta quindi il confine nord dell’areale di distribuzione di questa specie. “C’è una zona di ibridazione che parte da Bellinzona verso il Gottardo dove sono presenti forme un po’ miste”, aggiunge l’esperto. Piccole popolazioni di passera d’Italia esistono anche in Vallese e nei Grigioni, ma il cuore della presenza svizzera resta in Canton Ticino.

Distribuzione della passera europea (in verde) e della passera d'Italia (in viola) nel periodo 2013-20216. Le aree in cui sono presenti entrambe sono di colore giallo. La presenza di quadrati di colore nero indica i siti in cui sono stati rilevati ibridi fra le due specie
Una “nuova” specie
Dopo lunghi dibattiti tassonomici, da alcuni anni la passera d’Italia è stata riconosciuta come specie a pieno titolo. “In effetti - spiega Schneider - per lungo tempo è stata considerata una sottospecie della passera europea, ma analisi genetiche più recenti hanno dimostrato ora che si tratta di una specie a sé stante”.
Questo ha permesso di focalizzare l’attenzione sulla singola specie, di cui in Italia si sono osservate diminuzioni fino al 50% a livello locale. A livello internazionale, la passera d’Italia è classificata come “vulnerabile” nella Lista Rossa internazionale delle specie minacciate. Nel 2020, la Stazione ornitologica svizzera ha quindi avviato un progetto di monitoraggio nella Svizzera meridionale per comprenderne meglio lo stato di conservazione.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/natura-e-animali/La-rondine-specie-fragile-sotto-osservazione--2822101.html
Un declino silenzioso ma costante
Stando ai risultati, il calo demografico dei passeri non è drammatico, ma desta preoccupazione. “Purtroppo si conferma una diminuzione sia europea che regionale”, sottolinea Schneider. Le analisi specifiche sul Ticino rivelano che in alcune zone il calo è costante e leggero. Una tendenza non statisticamente significativa, che ha portato comunque la passera d’Italia a essere inserita nella lista rossa come specie “quasi minacciata”, uno stato di preallarme che dovrebbe mobilitare l’attenzione pubblica.
Il cemento: nemico della natura
Le cause del declino sono principalmente due: la perdita di siti di nidificazione e la riduzione delle fonti di cibo. Per quanto concerne il primo aspetto, l’architettura moderna gioca un ruolo determinante. “Oggi le strutture in cemento troppo perfette non lasciano più spazi, nicchie, buchi dove potrebbe inserirsi”, sottolinea l’esperto.
Un problema tanto più significativo se si considera che la convivenza tra passeri e uomo va avanti da circa 10’000 anni, da quando l’essere umano è diventato sedentario. I passeri hanno sempre cercato di nidificare presso le abitazioni umane, ma certi tipi di edifici moderni rendono questa coabitazione impossibile.
Sul fronte alimentare, la situazione non è migliore. I passeri hanno bisogno di un cibo proteico, soprattutto per allevare i giovani. “Le briciole di pane tra i tavoli di un ristorante sono per loro junk food, un cibo non nutriente”.
A spasso con l’ornitologa
Il giardino di Albert 14.03.2026, 18:00
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Cosa fare?
Ognuno può contribuire a contrastare questa tendenza adottando piccoli gesti a favore della natura, come curare giardini, orti o balconi in modo naturale. È utile scegliere piante indigene, creare siepi e lasciare alcune aree più selvatiche, favorendo così la presenza di semi e insetti. Un’azione semplice ed efficace è anche l’installazione di cassette nido, che offrono spazi di nidificazione. Piccoli gesti che offrono un prezioso aiuto a queste compagne storiche dell’umanità.
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Kappa 13.04.2026, 17:00
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