In un periodo in cui gli occhi del mondo sono puntati sul dibattito in corso sulla Groenlandia, una ricerca scientifica pubblicata su Nature communications porta alla luce nuove rivelazioni legate alla visione di una specie di squalo che prende il nome da questa terra. Si tratta dello squalo della Groenlandia (Somniosus microcephalus), uno degli organismi più longevi del pianeta considerato una specie vulnerabile dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura.

Trump e quel “pezzo di ghiaccio”
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Questa specie di squalo vive prevalentemente nelle acque profonde e fredde dell’Oceano Atlantico settentrionale e dell’Oceano Artico, motivo per il quale è anche chiamato squalo artico. Resiste alle fredde temperature ed è in grado di sopportare profondità che possono sfiorare i 3000 metri. Si tratta di un predatore opportunista che consuma una vasta gamma di prede: pesci, calamari, foche, ma anche resti di animali già morti, come le carcasse dei cetacei.
Di colore grigio con sfumature quasi marroni, lo squalo della Groenlandia è una specie di grandi dimensioni che mediamente supera i 4 metri. Per anni si è pensato che questo animale, a causa della sua marcata longevità, delle dure condizioni ambientali in cui vive e della presenza di parassiti sui suoi occhi, avesse una vista compromessa. Una nuova ricerca – che vede pure coinvolta l’Università di Basilea – smentisce questa convinzione, dimostrando che questi squali mantengono una buona visione durante la loro secolare esistenza, che può raggiungere i 400 anni e forse anche qualcuno in più.
Gli scienziati hanno recentemente scoperto che il segreto della loro veneranda età risiede nel loro metabolismo costante. A differenza di altri animali, infatti, il metabolismo degli squali artici non diminuisce con il passare degli anni, mantenendo una produzione energetica e una capacità di riparazione cellulare costanti nel tempo. Una scoperta decisamente interessante anche per una specie – la nostra – ossessionata dal tema dell’eterna giovinezza.
Giovani, longevi... quasi eterni!
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Nelle acque intorno alla Groenlandia, gli occhi di questi squali sono frequentemente parassitati da crostacei copepodi della specie Ommatokoita elongata, che si ritiene oscurino la vista degli squali attaccandosi alla cornea.
La combinazione unica di estrema longevità, temperature basse, condizioni di alta pressione e occhi parassitati presenta dunque sfide importanti per la capacità di vedere di questo animale. Sfide che hanno stimolato la curiosità del mondo scientifico, desideroso di capire meglio il funzionamento dell’apparato visivo di questa specie.

Un esemplare di squalo della Groenlandia con un parassita sull'occhio
Lo studio condotto dal team di ricerca internazionale presenta prove genetiche, strutturali e funzionali in grado di dimostrare che lo squalo della Groenlandia mantiene un sistema visivo intatto e ben adattato alla vita in condizioni di scarsa illuminazione. I suoi occhi funzionano benissimo anche quando l’animale invecchia.
In particolare, ricercatrici e ricercatori hanno rilevato degli adattamenti visivi tipici delle specie di acque profonde - come la presenza di bastoncelli più sensibili alle lunghezze d’onda corte - rispetto agli squali di acque poco profonde. Inoltre, nonostante avessero più di un secolo, gli esemplari analizzati non hanno mostrato segni di degenerazione della retina. Tutti fattori che sembrano spiegare il mantenimento di una buona vista durante la lunga vita di questo affascinante squalo.
Insomma, quando si parla di Groenlandia, anche gli squali tengono gli occhi bene aperti!








