Salute

Alle origini della sclerosi multipla

Uno studio dell’Università di Zurigo chiarisce l’interazione tra fattori ambientali e genetici che causano la malattia – Un nuovo passo verso prevenzione e terapie più efficaci 

  • Un'ora fa
Un'immagine al microscopio di tre virus Epstein-Barr, tra i fattori ambientali alle origini della sclerosi multipla

Un'immagine al microscopio di tre virus Epstein-Barr, tra i fattori ambientali alle origini della sclerosi multipla

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Di: red. giardino di Albert/Matteo Martelli  

Da anni è noto che la sclerosi multipla, malattia cronica autoimmune che tocca circa 10’000 persone in Svizzera, non dipende da una sola causa, ma nasce dall’interazione tra fattori genetici e ambientali.

In particolare, è noto che l’infezione da Epstein-Barr (EBV), virus della mononucleosi di cui il 95% della popolazione è portatrice sana, insieme alla presenza della variante genetica HLA-DR15, rappresentano i principali fattori di rischio conosciuti.

Tuttavia, il modo esatto in cui questi elementi cooperano non era ancora del tutto chiarito. Un nuovo studio dell’Università di Zurigo svela ora il meccanismo preciso frutto della interazione tra virus e variante genetica.

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Vivere con la sclerosi multipla

Segni dei tempi 17.01.2026, 12:00

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Lo studio

Il punto chiave chiarito dalla ricerca apparsa sulla rivista Cell riguarda il comportamento delle cellule B, un tipo di globuli bianchi fondamentali per il sistema immunitario. Queste cellule vengono infettate dal virus di Epstein-Barr per tutta la vita, che ne modifica il funzionamento interno. In particolare, l’infezione spinge queste cellule a produrre una proteina tipica della mielina.

I frammenti di questa proteina vengono esposti sulla superficie delle cellule B insieme alla molecola HLA-DR15, la variante genetica menzionata. In questo modo, il sistema immunitario “vede” la mielina come se fosse parte di una minaccia. I linfociti T, altre cellule di difesa, si attivano e imparano a riconoscere la mielina come un bersaglio.

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Dalla diagnosi alla rinascita

RSI Spam 23.09.2025, 15:07

  • Redattrice: Sofia Santoro; videomaker: Michel Galati

Una volta attivati, questi linfociti possono raggiungere il cervello e il midollo spinale e attaccare direttamente la guaina mielinica delle cellule nervose, una sorta di strato isolante che in genere consente un’efficiente trasmissione dei segnali delle cellule nervose. Se questa guaina mielinica viene distrutta per un errore di riconoscimento, questo può portare a una serie di sintomi neurologici diversi, come paralisi, disturbi visivi o affaticamento, ovvero i sintomi tipici della sclerosi multipla.

La speranza di nuove terapie

Secondo gli autori, la scoperta rafforza l’ipotesi che prevenire o modulare l’infezione da Epstein-Barr, ad esempio attraverso vaccini, possa avere un ruolo chiave nella prevenzione della sclerosi multipla. Questo apre la via a nuove strategie terapeutiche che agiscono sui meccanismi immunitari identificati.

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