Si è conclusa alle 21.00 ora svizzera di domenica sera l'esperienza durata un anno di sei volontari (tre uomini e tre donne) che hanno vissuto isolati sulle pendici del Mauna Loa, un vulcano delle Hawaii, simulando le condizioni di una missione su Marte. Casa loro era una cupola di 11 metri di diametro e 6 di altezza, in una zona dalla scarsissima vegetazione e senza animali.
Uscivano solo in tuta spaziale
Si nutrivano di scatolette di tonno e formaggio in polvere e comunicavano con l'esterno solo via e-mail, con ogni messaggio "ritardato" di 20 minuti per simulare la distanza dal pianeta rosso. Uscivano unicamente con una tuta spaziale e all'interno del "pallone" non si accorgevano dei cambiamenti di stagione.
Cyprien Verseux, uno dei partecipanti al progetto
Intervistato via Periscope, uno dei partecipanti, il biologo francese Cyprien Verseux, si è detto felice di "tornare all'aria aperta, mangiare cibi freschi e conoscere sconosciuti".
L'interno del "pallone"
Lo scopo della missione della NASA era di procedere a esperimenti scientifici, per esempio sui batteri che potrebbero convertire le poche risorse marziane in sostanze nutritive per le piante utili alla sopravvivenza umana, ma anche di verificare la resistenza alla monotonia e all'isolamento in piccoli gruppi.
pon/ATS
Dal TG12.30:


