Scienza e Tecnologia

Notte stellata di Van Gogh: un capolavoro scientificamente corretto

Uno studio scientifico rivela che il famoso olio su tela del pittore olandese rappresenta la turbolenza atmosferica con molta precisione

  • Un'ora fa
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  • IMAGO/NurPhoto
Di: Il giardino di Albert / Christian Bernasconi 

Nel cuore della settimana dedicata al cielo buio, da poco conclusa, si è celebrata un’altra ricorrenza: la giornata internazionale dell’arte. Si celebra ogni anno il 15 aprile, in onore dell’anniversario della nascita di Leonardo da Vinci, che quest’anno avrebbe compiuto 574 anni. Una figura, quella di Leonardo, che unisce alla perfezione il mondo dell’arte e quello scientifico.

In questo contesto, emerge una sorprendente connessione tra un’opera d’arte iconica e la scienza. Si tratta della “Notte stellata”, una delle opere più celebri di Vincent van Gogh, che, secondo un recente studio, potrebbe essere scientificamente molto più accurata di quanto si sia creduto finora.

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La notte stellata di Vincent van Gogh, 1889

Un viaggio tra Leonardo, Van Gogh e satelliti

Serotonina 15.04.2026, 09:05

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  • Rosy Nervi

Secondo i critici d’arte, il celebre dipinto - realizzato dal pittore olandese nel 1889 - rappresenta un viaggio interiore, più che una fedele rappresentazione della realtà. I vortici raffigurati attorno alle stelle, alla Luna e al pianeta Venere, rimandano alla solitudine e all’angoscia dell’artista.

Tuttavia, una ricerca condotta da esperti di dinamica dei fluidi provenienti da Francia e Cina e pubblicata su Physics of Fluids nel 2024, propone un’altra prospettiva.

Lo studio suggerisce che i vortici di Van Gogh non siano solo espressione artistica, ma riflettano con sorprendente precisione le leggi fisiche che governano le turbolenze atmosferiche.

I ricercatori hanno analizzato un’immagine digitale ad alta risoluzione dell’opera, studiando i vortici presenti nel cielo dipinto. Per farlo, hanno considerato le pennellate come foglie danzanti nel vento, così da poter ricostruire le dinamiche dell’atmosfera. Inoltre, hanno studiato la distribuzione della luminosità - cioè le variazioni di chiaro e scuro - come se fossero simili alla velocità all’interno di un fluido.

In questo modo sono riusciti a dimostrare che l’opera di van Gogh segue la legge di Kolmogorov e la scala di Batchelor, principi che in fisica descrivono il modo in cui l’energia si distribuisce nei flussi turbolenti, passando da vortici grandi a vortici più piccoli.

Un risultato sorprendente perché suggerisce che Van Gogh avesse “una comprensione profonda e intuitiva dei fenomeni naturali” - afferma il coordinatore dello studio, Yongxiang Huang, che prosegue:  “la rappresentazione precisa della turbolenza di Van Gogh potrebbe derivare dallo studio del movimento delle nuvole e dell’atmosfera o da un’innata capacità di catturare il dinamismo del cielo”.

È importante chiarire che Van Gogh non conosceva queste teorie, perché sono state formulate decenni dopo. L’interpretazione più accreditata è che l’artista fosse un attento osservatore della natura: il cielo notturno, con le sue variazioni luminose dovute alla turbolenza atmosferica, potrebbe aver ispirato una rappresentazione intuitivamente accurata.

Tuttavia, il risultato non è privo di critiche. Alcuni studiosi sottolineano che un dipinto è un oggetto statico e non si comporta come un fluido reale: applicare direttamente modelli di turbolenza potrebbe quindi essere una forzatura errata.

In ogni caso, Vincent Van Gogh fu capace di catturare il dinamismo del cielo in modo molto preciso, rendendo la Notte stellata non solo un capolavoro estetico, ma anche una finestra sulla complessità della natura.

La notte stellata: un capolavoro estetico, ma anche una finestra sulla complessità della natura

La notte stellata: un capolavoro estetico, ma anche una finestra sulla complessità della natura

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