Svizzera

“Il denaro contante è libertà”: via alla campagna

I favorevoli al testo in votazione l’8 marzo hanno presentato l’iniziativa che chiede di preservare sempre banconote e monete di fronte all’avanzata dei mezzi di pagamento digitali

  • Ieri, 13:36
  • Oggi, 11:28
Gli iniziativisti hanno presentato le loro posizioni

Gli iniziativisti hanno presentato le loro posizioni

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Di: ATS/pon 

I cittadini svizzeri saranno chiamati a votare il prossimo 8 marzo sull’iniziativa che chiede un approvvigionamento garantito di denaro contante. Il comitato fautore del testo ha lanciato martedì la sua campagna.

L’iniziativa - il cui nome completo è “Sì a una valuta svizzera indipendente e libera con monete o banconote (Il denaro contante è libertà)“ - auspica da un lato che le monete o le banconote siano sempre disponibili in quantità sufficiente e, dall’altro, che l’eventuale sostituzione del franco svizzero con un’altra valuta debba sottostare al voto del Popolo e dei Cantoni.

Il testo è stato lanciato dal Movimento svizzero per la libertà. Richard Koller, che fa parte di questa organizzazione, ha spiegato ai media a Berna che “per molti banconote e monete sono una ovvietà, ma proprio per questo si tratta di un tema delicato” e di un concetto che va difeso. Le persone, se vogliono, devono sempre poter pagare in contanti. È poi fondamentale, ha proseguito Koller, che Popolo e Cantoni abbiano l’ultima parola, nel caso in cui venga deciso un cambio di valuta. Tutti questi passi sono necessari, poiché a livello internazionale si nota la tendenza a una sempre maggiore digitalizzazione, sovente imposta dall’alto. La Svizzera - ha sottolineato - non è al riparo da tali dinamiche.

“Il nostro obiettivo è chiaro”, gli ha fatto eco Roland Büchel, consigliere nazionale UDC. Già ora, troppo spesso, i contanti non vengono accettati, persino in alcuni mercatini di Natale, ha messo in evidenza il democentrista. La protezione dei contanti deve quindi essere pratica e non solo teorica. “Non siamo contro il denaro digitale, ma siamo per la preservazione del denaro fisico”, ha affermato dal canto suo il suo collega di partito, il consigliere nazionale ticinese Paolo Pamini.

Il controprogetto

Il Consiglio federale ha deciso di contrapporre a questa proposta un controprogetto diretto che ha raccolto i favori della maggioranza delle Camere. Koller ha valutato come positivo il fatto che l’importanza dei contanti venga riconosciuta. La formulazione del governo è però, a suo dire, troppo vaga proprio nei punti in cui bisognerebbe essere chiarissimi, ad esempio parlando esplicitamente di banconote e monete. Il risultato è una mancanza di trasparenza.

I bastioni del contante

Che sia al ristorante, al bar o al mercato, quasi dappertutto oggi è possibile pagare senza contanti, con carta bancaria o con un sistema di pagamento mobile come Twint. Esistono però ancora delle eccezioni. Secondo l’ultimo studio periodico in materia dell’Università di San Gallo e della ZHAW, la scuola universitaria professionale di scienze applicate di Zurigo, solo circa un quarto della popolazione lo considera ancora il metodo di pagamento preferito. Eppure - mentre anche i mercati hanno quasi sempre adottato alternative digitali - alcune aziende continuano ad accettare solo banconote e monete. È il caso di alcuni ristoranti e bar per esempio, anche in grandi città come Zurigo o Berna. I motivi sono molteplici: costi inferiori, procedure più semplici, protezione dei dati o semplicemente amore per il contante.

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Notiziario 06.01.2026, 15:00

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