“Gli inizi non sono stati facili, ma il Passaporto Musei Svizzeri è diventato un fattore economico per i musei di tutta la Svizzera”. Nella conferenza stampa di giovedì al Kunstmuseum di Berna, la presidente del Museumspass Christina Hanke è tornata col pensiero al 1996, quando, insieme all’Ufficio federale della cultura, a Svizzera Turismo e all’Associazione dei musei svizzeri, fu costituita la Fondazione. Allora erano stati coinvolti 150 musei e venduti 3’000 pass. “Oggi fanno parte della rete quasi 550 musei”, ha comunicato Hanke. E tra le cifre che attestano il successo di questa iniziativa culturale, ci sono gli oltre 1,5 milioni di ingressi col pass registrati per la prima volta nel 2025. Un record, che corrisponde a un aumento di oltre il 6%.
Da un’idea visionaria è nata un’istituzione. I luoghi di incontro reali diventano sempre più importanti in un’epoca in cui sempre più cose si spostano nel digitale
Elisabeth Baume-Schneider, consigliera federale
La consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider ha evidenziato l’importanza del pass per la trasmissione di conoscenze e valori. “I luoghi di incontro reali diventano sempre più importanti in un’epoca in cui sempre più cose si spostano nel digitale”, ha affermato la ministra della cultura. “Il successo del pass dimostra quanto sia grande il bisogno di vivere l’arte in modo diretto”, ha aggiunto Jonathan Gimmel, presidente del Consiglio di fondazione di Kunstmuseum Bern/Zentrum Paul Klee.
Abitare il museo
Voci dipinte 12.04.2026, 10:35
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Tra i musei più visitati con il Passaporto Musei Svizzeri, nel 2025 figurano il Museo nazionale di Zurigo, il Kunstmuseum di Berna, il Zentrum Paul Klee di Berna, la Plateforme 10 di Losanna e il Kunstmuseum di Basilea. In occasione del suo 30° anniversario, a novembre la Fondazione Museumspass assegnerà per la prima volta il Premio svizzero dei musei. A scegliere il vincitore, sarà il pubblico.





