Svizzera

Crans-Montana: consultori al lavoro su 700 dossier

Sempre sollecitati i servizi che operano in base alla legge federale sull’aiuto alle vittime

  • Un'ora fa
La zona del bar Le Constellation, transennata dopo la tragedia d'inizio anno

La zona del bar Le Constellation, transennata dopo la tragedia d'inizio anno

  • keystone
Di: ATS/ARi 

Quattro mesi dopo la tragedia di Crans-Montana diversi servizi di aiuto alle vittime, che operano in base alla relativa legge federale (LAV), continuano a essere sollecitati. Attualmente questi centri, che offrono aiuto e consulenze gratuite (diritti, aiuti legali, finanziari, ecc), stanno gestendo quasi 700 casi, dei quali 400 nel solo Vallese. Una ventina di dossier, ricordiamo, sono stati trattati in Ticino.

A livello internazionale, diverse famiglie australiane, belghe, italiane e francesi si sono informate “per potersi costituire come parti civili e, più in generale per sapere come funzionano i procedimenti in Svizzera”, segnala Sonia Golay, responsabile di questi consultori in Vallese. A ciò si aggiungono anche domande che concernono “costi di trasporto e di alloggio”, precisa poi Roland Favre, che è a capo dell’Ufficio di coordinamento delle prestazioni sociali del Cantone.

Questi servizi di consulenza, già arrivati al limite delle loro capacità, hanno ricevuto alcune risorse aggiuntive da parte del Governo vallesano. Gli effettivi sono quindi passati da 10 a 15,4 capacità a tempo pieno. Di conseguenza, spiega Golay, è stato possibile assumere più consulenti (2,8 effettivi), più personale amministrativo (1,6), nonché un giurista a tempo pieno. I collaboratori “hanno anche accettato di aumentare il loro orario di lavoro”, indica Favre, aggiungendo che “i primi versamenti di aiuti immediati alle vittime sono stati effettuati dal 9 gennaio scorso, poiché essi per una parte delle vittime erano urgenti”.

La legge, ricordiamo, prevede che questi aiuti immediati vengano corrisposti a prescindere dalle capacità finanziarie dei potenziali beneficiari. D’altra parte il principio di sussidiarietà, che regola l’operato di questi centri, è stato sospeso al fine di rispondere il più rapidamente possibile alle necessità dei beneficiari. Di norma, spiega Favre, si tratta infatti di attendere un riscontro da parte di terzi, “ad esempio da un’assicurazione, per sapere quale parte debba essere coperta dalla persona stessa e quale” sia invece a carico dei consultori.

Il regime di aiuti immediati si è concluso a fine marzo ed è ora stato sostituito da un’assistenza a più lungo termine, tranne che per le vittime ancora ricoverate. La LAV continua quindi a farsi carico delle spese mediche e giudiziarie, nonché dei costi relativi al trasporto e all’alloggio di questi ustionati e dei loro familiari.

immagine
00:51

Crans-Montana, l'Italia si costituisce parte civile

Telegiornale 29.04.2026, 20:00

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Info

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Correlati

Ti potrebbe interessare