Come prevedibile, la decisione del popolo svizzero di accettare domenica l’iniziativa dell’UDC sull’immigrazione, ha urtato Bruxelles che oggi, martedì, ha schiacciato il pedale del freno sui negoziati in corso per permettere alla Svizzera di accedere al mercato europeo dell’elettricità.
Le parti si sarebbero dovute incontrare il prossimo 17 febbraio, per appianare le ultime divergenze sul dossier elettrico. L'esito delle urne, però, sembra aver frenato l'interesse dell'UE che ora non sembra aver più la volontà di incontrare i rappresentanti della Confederazione.
"La palla è nel campo della Svizzera, aspettiamo comunicazioni ufficiali su cosa significa il voto ma per noi le libertà fondamentali sono indivisibili; non si può togliere il principio della libera circolazione senza toccare tutto il resto", ha dichiarato il
vicepresidente della commissione UE, Maros Sefcovic dopo, la discussione tra i ministri dei 28 al Consiglio affari generali.
L’intesa sull’elettricità appare ora incerta
I negoziati Svizzera-UE sul dossier elettricità sono cominciati nel 2007. L'obbiettivo a lungo termine è di giungere a un accordo generale che non riguardi solo l'elettricità, ma anche le infrastrutture, l'efficacia energetica e il gas naturale.
ATS/CC






