A poco più di un mese dal G7 previsto a Evian, la coalizione NoG7 che si oppone al vertice ha annunciato una manifestazione su suolo ginevrino, con o senza autorizzazione da parte delle autorità. Il Consiglio di Stato di Ginevra, dal canto suo - temendo il ripetersi degli scontri avvenuti in occasione del G8 nel 2003 - chiede alla Confederazione di chiudere le frontiere con la Francia per ragioni di sicurezza.
Il vertice del G7, organizzato dalla Francia, si terrà dal 15 al 17 giugno 2026 a Evian, al confine con la Svizzera. Il forum ospiterà gli alti funzionari dei Paesi membri del G7 e dell’Unione Europea, nonché altri capi di Stato e di Governo invitati.
Negli scorsi mesi il Consiglio federale ha approvato l’impiego dell’esercito per sostenere le autorità civili riguardo le misure di sicurezza durante il G7, nonché un contributo da parte della Confederazione per coprire i costi per la sicurezza sostenuti dai Cantoni di Ginevra, Vaud e Vallese.
Frontiere chiuse e dispositivo rafforzato per garantire la sicurezza durante il G7
Sulla richiesta di chiudere le frontiere e su altri aspetti legati alla sicurezza si è espressa a favore anche Monica Bonfanti - comandante della polizia cantonale di Ginevra - la quale ha spiegato ai microfoni di RTS che il Consiglio federale in caso di minaccia all’ordine pubblico, può decidere di aumentare il dispositivo di sicurezza alle frontiere. Nel caso specifico della manifestazione anti-G7, spiega Bonfanti, l’operazione consisterebbe in due passaggi: chiudere alcune delle 34 frontiere esistenti tra Ginevra e la Francia e introdurre controlli sistematici ai passaggi che resteranno aperti.
Le misure, secondo la comandante, faciliterebbero il carico di lavoro delle forze dell’ordine previsto per l’intera durata del G7. Ad esempio, la polizia ginevrina - sostenuta da corpi di altri Cantoni e dall’esercito - dovrà garantire la sicurezza della popolazione e del vertice. In questo senso, ha sottolineato Bonfanti, le minacce possono essere di varia natura: attacchi con droni, cyber attacchi, terrorismo, attività di spionaggio, campagne di disinformazione e possibili sabotaggi.
NoG7 annuncia la mobilitazione, ma restano i dubbi sull’autorizzazione
Nel frattempo, la coalizione NoG7 ha già annunciato che manifesterà, lanciando un appello internazionale affinché i collettivi convergano a Ginevra. I membri della coalizione hanno dichiarato martedì scorso, nel corso di una conferenza stampa, che con o senza autorizzazione saranno previste tavole rotonde, stand e conferenze, oltre a una manifestazione principale annunciata per domenica 14 giugno. Il Consiglio di Stato ginevrino, per il momento, non ha dato nessuna autorizzazione e la coalizione intanto accusa il governo di voler silenziare il dissenso e intimorire la popolazione quando in realtà, la manifestazione prevista sarà pacifica.
Pur non sbilanciandosi, anche la polizia ginevrina sembra seguire le orme del Consiglio di Stato. Monica Bonfanti ha dichiarato che “manifestare è un diritto fondamentale iscritto nella Costituzione che tuttavia può essere limitato se c’è un rischio per la sicurezza pubblica”. Il ruolo della polizia è di valutare i potenziali rischi in base alle forze disponibili, ha spiegato la comandante aggiungendo che spetta in seguito alla politica decidere come agire, sulla base della valutazione fornita dalla polizia: “ci sono tre scenari possibili: una manifestazione sotto forma di corteo, una manifestazione statica, o effettivamente nessuna manifestazione”.










