Negli ultimi anni gli aeroporti svizzeri e, più in generale, l’aviazione civile si sono trovati sempre più spesso sotto pressione. Ricorsi legati al rumore, iniziative contro i voli notturni, proposte per aumentare il prezzo dei biglietti e scoraggiare l’uso dell’aereo hanno alimentato un clima politico spesso ostile al settore.
Un nuovo studio realizzato da Sotomo racconta però una realtà più sfumata. La maggioranza della popolazione svizzera non sembra infatti chiedere nuove restrizioni e riconosce agli aeroporti un ruolo centrale, sia dal punto di vista economico sia da quello strategico.
I contenuti dello studio di Aviationsuisse
Il sondaggio è stato commissionato da Aviationsuisse, l’organizzazione che rappresenta gli interessi dell’aviazione civile svizzera, dalle compagnie aeree agli aeroporti, e che interviene regolarmente nel dibattito politico. Non si tratta quindi di uno studio neutrale e l’obiettivo era misurare l’opinione della popolazione in un momento delicato per il settore. L’inchiesta è stata condotta fra il 22 gennaio e il 5 febbraio fra circa 3700 adulti nella Svizzera tedesca e romanda. Grosso modo un terzo dei partecipanti vive in prossimità degli aeroporti di Zurigo, Basilea e Ginevra.
Il contesto è noto. A Zurigo è in corso un’iniziativa che chiede di ridurre i voli notturni tra le 23 e le 23.30. A Ginevra, invece, è pendente un ricorso contro le nuove tasse sui decolli dopo le 22, in un quadro segnato dalle lamentele dei residenti che vivono nelle vicinanze degli aeroporti. A breve, inoltre, il Parlamento discuterà la revisione della legge federale sull’aviazione, che aggiorna le norme su rumore, sicurezza e infrastrutture. La domanda di fondo è se questa pressione politica rifletta davvero l’opinione della maggioranza degli svizzeri.
Secondo lo studio, il 61% degli intervistati ha un atteggiamento positivo nei confronti dei viaggi in aereo, utilizzati soprattutto per le vacanze e per il lavoro, ma anche apprezzati per la loro rapidità. Più della metà del campione si dice fiera dell’aviazione svizzera e, per circa due terzi degli intervistati, il settore rappresenta un’opportunità più che un peso. Ancora più netto il dato sulla competitività: per l’80% della popolazione l’aviazione civile è importante per il Paese. Anche sui temi più sensibili, come i voli notturni, emerge un orientamento meno restrittivo di quanto potrebbe far pensare il dibattito pubblico. Quattro intervistati su cinque ritengono sufficienti le regole attuali e non chiedono ulteriori limitazioni.
Le preoccupazioni ambientali restano presenti, ma secondo lo studio la popolazione preferirebbe soluzioni coordinate a livello internazionale, piuttosto che misure solo nazionali. Il 71% considera poco utile una tassa sui biglietti, come quella proposta da un’iniziativa ambientalista. La disponibilità a pagare di più esiste, ma solo a condizione che i fondi raccolti vengano effettivamente destinati alla riduzione delle emissioni di CO₂.
Nel complesso, lo studio mostra una Svizzera che vola molto, vuole continuare a farlo e considera gli aeroporti centrali per l’apertura internazionale del Paese. E questo in controtendenza con i toni del dibattito pubblico.









