Kiev ha accusato venerdì i separatisti filorussi per la morte dell’impiegato svizzero del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR), un 38enne neocastellano, ucciso giovedì durante un bombardamento a Donetsk, nell’est dell’Ucraina.
“Questo atto terroristico non può essere in alcun modo giustificato”, ha dichiarato il Ministero degli affari esteri ucraino in un comunicato, “ed è paragonabile al rapimento dei rappresentanti dell’OSCE in maggio”. Secondo le autorità dell’ex repubblica sovietica, che promettono di punire i colpevoli, lo scopo dei secessionisti è quello di intimidire le organizzazioni internazionali che lavorano per ristabilire la pace nel paese.
Poche ore dopo il ministero degli afferi esteri di Mosca, condannando questa "violazione grossolana del diritto internazionale umanitario", ha invece sostenuto che il colpo di mortaio che ha provocato la morte dell'elvetico è partito da un territorio controllato dall'esercito di Kiev.
I combattimenti sono proseguiti ancora durante tutta la mattina nei pressi dell’aeroporto della città.
ats/ZZ
Dal TG20:
RG 12.30 del 03.10.14 - Anastasia Isyuk, portavoce CICR nel Donbass, circa il seguito della missione in Ucraina






