Conferenza sulla pace in Ucraina

Al Bürgenstock 90 fra Stati e organizzazioni e 4’000 militari

Le autorità fanno il punto sulla conferenza sulla pace in Ucraina, prevista nel fine settimana nel canton Nidvaldo  - Obiettivo: definire una roadmap per coinvolgere Kiev e Mosca

  • 10 giugno, 09:38
  • 10 giugno, 23:32
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La presidente della Confederazione Viola Amherd e il capo del DFAE Ignazio Cassis

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Di: RSI Info

Sono 90 gli Stati e le organizzazioni che si sono annunciati finora per partecipare alla Conferenza sulla pace in Ucraina, che si terrà il prossimo fine settimana sul Bürgenstock, nel Canton Nidvaldo. Lo ha annunciato lunedì la Confederazione, con un comunicato che fa il punto sull’organizzazione dell’evento.

I dettagli più importanti riguardano gli obiettivi dell’incontro e le misure allestite per garantirne la sicurezza. In merito al primo punto, nella nota si dice che la conferenza mira a: fornire una piattaforma di dialogo “sui modi per raggiungere una pace globale, giusta e duratura per l’Ucraina, basata sul diritto internazionale e sulla Carta delle Nazioni Unite”; “promuovere la comprensione comune di un quadro normativo” e definire una “roadmap” che coinvolga le parti in un processo di pace. La Svizzera, con il suo passato di mediatrice, non poteva semplicemente aspettare e il conflitto alle porte dell’Europa infuria già da 28 mesi. “Osiamo parlare di pace”, ha detto in conferenza stampa Ignazio Cassis.

Alla conferenza, lo ricordiamo, non è però stata invitata la Russia. Recentemente, la presidente della Confederazione e responsabile del Dipartimento della difesa, Viola Amherd, ha dichiarato che la Svizzera non ha escluso la Russia dalla pianificazione della Conferenza sulla pace, ma che il Paese di Vladimir Putin non è stato invitato perché aveva già detto di non voler partecipare. Un concetto ribadito davanti ai media anche da Ignazio Cassis: “Da una parte”, ha affermato, “c’è la chiara posizione di rifiuto russa prima ancora che l’invito potesse essere spedito, dall’altra l’Ucraina non è ancora pronta a parlare con Mosca”. Il capo del DFAE si augura che il Cremlino possa essere presente a una eventuale seconda conferenza.

Sicurezza, Nidvaldo è pronto

Per quanto riguarda la sicurezza dell’evento, la direzione operativa del dispositivo sarà in mano al Canton Nidvaldo, che potrà contare sul sostegno di corpi di polizia supplementari, della polizia federale e dell’esercito. Le forze armate, infatti, sosterranno le misure di sicurezza impiegando fino a 4’000 militari. L’esercito, si legge sempre nel comunicato, “assumerà compiti in particolare nei settori: protezione di infrastrutture importanti e critiche, trasporti aerei, ricognizione aerea e interventi dallo spazio aereo, sorveglianza e interventi sulle acque dei laghi nonché logistica e aiuto alla condotta”.

Le prestazioni logistiche dell’esercito comprendono circa 6,5 chilometri di elementi di recinzione e 8 chilometri di rotoli di filo d’acciaio, 100 veicoli per la polizia come pure veicoli speciali per il trasporto delle persone che godono di protezione internazionale, circa 2 chilometri di strada srotolabile e diversi strumenti di illuminazione.   

“Stiamo cercando di ridurre al minimo le restrizioni per la popolazione”, ha assicurato la direttrice della giustizia e della sicurezza nidvaldese Karin Kayser-Futschi. E il comandante della polizia cantonale Stephan Grieder ha garantito che queste saranno localizzate nell’area attorno al resort e potranno essere adeguate se necessario.

Bürgenstock: i preparativi continuano

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Si punta a una dichiarazione finale

La conferenza inizierà nel pomeriggio del 15 giugno con una riunione plenaria. Il 16 giugno tre temi di interesse globale, che riguardano un gran numero di Stati, verranno approfonditi in gruppi di lavoro: sicurezza nucleare, libertà di navigazione e sicurezza alimentare e aspetti umanitari. Per la conclusione della conferenza sarà inoltre preparata una dichiarazione finale.

Bürgenstock, tra sicurezza e disinformazione

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Bürgenstock, la zona rossa

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Il podcast “Il mondo là fuori”

E a un dietro le quinte dei preparativi della conferenza del Bürgenstock, a quel che può guadagnare o perdere la Svizzera con questa iniziativa, è dedicato anche il nostro podcast “Il mondo là fuori” che trovate sull’applicazione RSI play, su Spotify e le altre piattaforme di podcast.

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