Amnesty International e l'Organizzazione svizzera d'aiuto ai rifugiati (OSAR) esigono un cambiamento di rotta nella politica d'asilo. Le due organizzazioni non governative hanno presentato oggi a Berna una serie di proposte per una procedura “equa, credibile ed efficace”.
Secondo Amnesty e OSAR, la procedura d'asilo “non deve essere uno strumento di politica migratoria, ma di protezione dei profughi”. Bisogna uscire dal “circolo vizioso delle revisioni di legge e dei referendum lanciati contro di esse,” le norme continuamente più severe adottate negli ultimi anni “non hanno avuto un effetto
dissuasivo, ma unicamente conseguenze negative per i rifugiati e la loro integrazione in Svizzera”, ha rilevato Manon Schick, direttrice generale della sezione elvetica di Amnesty citata in una nota congiunta.
Le richieste congiunte
Le due ONG chiedono procedure brevi e un'assistenza giuridica professionale per i candidati all'asilo. Le autorità - sostengono - non possono accontentarsi di dare la priorità ai casi destinati a chiudersi con un rifiuto. A loro avviso, bisogna trattare rapidamente anche quelli con buone prospettive, al fine di aumentare le possibilità di
integrazione delle persone in questione.






