Il Consiglio federale riconosce l'esistenza di barriere linguistiche che sfavoriscono i cantoni latini, romandi soprattutto, nell'attribuzione di mandati da parte della Confederazione e ha quindi adottato il rapporto che formula una serie di raccomandazioni per eliminare le distorsioni attuali.
Dallo studio emerge che altri due fattori si rivelano determinanti: una percezione culturale diversa della complessità legata alle procedure dei bandi e la concentrazione degli uffici federali nella regione bernese.
Dal 2009 al 2012, ad esempio, le aziende dell’area germanofona si sono accaparrate l’80% dei mandati (464 su 580), quelle d’oltre Sarina quasi il 10% (57) e quelle al di qua del San Gottardo poco più dell’8% (49). Risulta però nel contempo che le imprese romande sono molto meno sollecite nel rispondere alle offerte pubbliche: 8,4% di richieste presentate contro l’82,4% proveniente dalla Svizzera tedesca. Non c’è comunque discriminazione, specificano gli autori della ricerca, poiché le ditte con sede nelle regioni minoritarie, ticinese in particolare, hanno un tasso medio di vittoria più elevato.
ATS/dg







