Svizzera

Attacco di Winterthur, cosa ha reso possibile un caso del genere?

L’esperta di islamismo: “I predicatori radicali che intervenivano nella moschea An’Nur hanno lasciato il segno sulla generazione successiva” - L’indottrinamento, oggi, si fa anche su TikTok. In Svizzera attivi “influencer islamici”

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Poliziotti davanti alla stazione di Winterthur
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Attacco di Winterthur: l'analisi

Telegiornale 28.05.2026, 20:00

  • Keystone
Di: Telegiornale - Thomas Paggini / DC 

Il 31enne con la doppia nazionalità svizzero-turca che giovedì a Winterthur ha ferito con un coltello tre persone, gridando più volte “Allah Akbar”, era già noto alla polizia per propaganda a favore dello Stato Islamico. “Nel 2015 abbiamo sporto denuncia contro questa persona per aver fatto propaganda per l’ISIS”, ha riferito al Telegiornale il comandante della polizia cantonale di Zurigo Marius Weyermann, “è emerso nell’ambito delle indagini riguardanti la moschea An’ Nur di Winterthur”. 

Ma cosa ha reso possibile un caso del genere? “Diversi anni fa abbiamo avuto molti problemi a causa della moschea An’Nur, dove intervenivano molti predicatori radicali. Il ”nutrimento spirituale” che veniva offerto alle persone in quella moschea ha rappresentato un grave problema e ha avuto ripercussioni sulla generazione successiva”, spiega l’esperta di islamismo Saida Keller-Messahli, presidente del Forum per un Islam progressista.

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Aggressione alla stazione di Winterthur, tre feriti

RSI Info 28.05.2026, 12:37

Indottrinamento oppure patologia?

L’attentatore stesso, però, pochi giorni fa aveva chiamato il numero d’emergenza della polizia, facendo affermazioni confuse. È stato poi trasferito in una clinica psichiatrica e, dopo una prima fuga, vi è stato ricondotto. Mercoledì, poi, un medico ha valutato che l’uomo non rappresentava più un pericolo per sé stesso o per gli altri.

Alle radici del gesto, dunque, potrebbe esserci l’indottrinamento ricevuto nel passato oppure un problema psichiatrico? “Penso che sia un misto delle due cose”, riflette l’esperta di islamismo, “perché molti giovani sono alla ricerca di orientamento, cercano un senso, e poi si trovano a confrontarsi, a entrare in contatto con un discorso molto radicale. E naturalmente questo crea anche dei problemi, perché c’è una discrepanza tra la realtà in cui vivono, qui in Svizzera, e questa ideologia che certi predicatori praticamente rendono appetibile ai loro occhi. E questo crea molte tensioni all’interno della persona stessa, che forse è già instabile psichicamente”.

Saida Keller-Messahli si interroga però sulla presa a carico dell’uomo: “Trovo molto interessante che si sia fatto avanti. Quello che non capisco - ma ovviamente può succedere - è che lo abbiano considerato innocuo e lasciato libero. Ma forse ha anche finto. Forse i medici non sono riusciti a capire davvero cosa gli stesse succedendo”, conclude.

Il pericolo degli influencer su TikTok

La presidente del Forum per un Islam progressista, Saida Keller-Messahli, segnala poi che “ultimamente sui social network, soprattutto su TikTok, ci sono i cosiddetti “influencer islamici”. Quelli che predicano su TikTok e dicono alla gente come deve vivere. E ce ne sono anche in Svizzera. Penso che sia molto pericoloso, perché i giovani danno ascolto a queste persone. E su TikTok queste persone si presentano in modo così diretto e autentico che i giovani credono a ciò che dicono”.

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Attacco jihadista a Winterthur

Telegiornale 28.05.2026, 20:00

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