Una formazione dei ribelli siriani ha rivendicato poco fa, sulla sua pagina Facebook, un attacco dinamitardo contro una sede dei servizi di sicurezza a Damasco, nel quale sono stati uccisi, secondo la fonte, “decine di reclute e ufficiali” del regime.
A rivendicare l'attacco di stamani è il Gruppo dei Compagni dell'Islam (Tajammu Ansar al Islam), formazione siriana sunnita con tendenze radicali che opera nella regione di Damasco all'interno della galassia dei gruppi ribelli anti-regime. “Esattamente alle 9:35 abbiamo fatto esplodere, con 7 ordigni artigianali, contro la sede della sicurezza e degli shabbiha (le milizie lealiste) vicino alla sezione Palestina (dei servizi d'intelligence dell'esercito)», affermano nel comunicato sulla loro pagina Facebook. «Abbiamo ucciso decine di coscritti e ufficiali e quest'operazione fa parte di una serie di azioni da noi condotte contro le bande di Assad».
Atto di vendetta
Secondo il gruppo, gli ufficiali e le reclute uccisi erano ospitati in un edificio scolastico trasformato in caserma, ed erano stati la settimana scorsa protagonisti dei massacri compiuti a Hajar Aswad, sobborgo meridionale di Damasco dove sono state rinvenute decine di corpi di civili giustiziati sommariamente.
Conferme di testimoni
Testimoni oculari residenti a Midan, quartiere vicino al luogo dell'attacco nella parte meridionale di Damasco, hanno affermato che le esplosioni sono avvenute alle 9.45 locali (le 8.45 in Svizzera) nell'edificio della ex scuola “Figli dei Martiri”, dove sono acquartierati da mesi membri delle forze fedeli al presidente Bashar al Assad.
Il regime conferma solo sette feriti
Le autorità siriane hanno confermato l'attacco odierno, attribuito a non meglio precisati terroristi, smentendo tuttavia che ci siano stati dei morti. Il bilancio diffuso dall'agenzia ufficiale Sana è di sette feriti lievi e non precisa se si tratti di militari o civili.







