Il conflitto in Siria è un “disastro che minaccia la pace nella regione e che richiede un'azione dal parte del Consiglio di Sicurezza”, ha affermato il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, all'assemblea generale dell'ONU che si è aperta oggi a New York.
Il suo appello alla comunità internazionale di fare di più per fermare il massacro, interrompere l’afflusso di armi, e appoggiare l’operato del nuovo mediatore è apparso, nel contesto attuale, quasi un grido nel deserto.
Il programma nucleare iraniano
Nel suo intervento il segretario generale ha passato brevemente in rassegna le diverse situazioni critiche che si registrano nel mondo non mancando di sottolineare la propria inquietudine nei confronti delle minacce di guerra agitate in queste ultime settimane in particolar modo da Israele e Iran a proposito del programma nucleare di Teheran: “respingo le minacce di azioni militari d’uno Stato contro un altro. Attacchi di questo tipo sarebbero devastanti; la retorica assordante della guerra di queste ultime settimane è inquietante!”
Palestina ed Israele
Nel conflitto tra Israele e palestinesi, “la soluzione dei 2 Stati è l'unica opzione possibile - ha ancora precisato - aggiungendo che la continua crescita degli insediamenti israeliani nei territori occupati “mina gli sforzi per la pace".
Sahel
La crisi umanitaria in Sahel ''non riceve molta attenzione o sostegno'' anche se la "siccità e le tensioni comunitarie sono minacce per la stabilità di tutta la regione", dove si sta sviluppando l'estremismo. Ban Ki-moon ha quindi sollecitato la comunità internazionale ad agire per far fronte alla situazione, che ha definito "inquietante".








