Svizzera

Batterie al litio nel sacco rifiuti? Rischio incendi

Si trovano ormai in molti apparecchi: dagli smartphone alle sigarette elettroniche, se smaltite in modo non corretto possono causare incendi, fenomeno sempre più frequente

  • 2 aprile, 21:16
  • 2 aprile, 21:16
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Batterie pericolose

Telegiornale 02.04.2024, 20:00

Di: Telegiornale/RSI Info

Sempre più spesso nei centri di riciclaggio e di raccolta rifiuti in Svizzera si verificano incendi causati da batterie ricaricabili agli ioni di litio. Questi accumulatori si trovano ormai in molti apparecchi: dagli smartphone alle sigarette elettroniche. Se smaltite in modo scorretto, queste batterie hanno un potenziale incendiario in grado di causare danni ingenti. Come indica la trasmissione di SRF “Kassen-sturz”, l’industria del riciclaggio sta ora valutando possibili contromisure. 

L’anno scorso, per esempio, un incendio aveva distrutto il centro di riciclaggio per le capsule di caffé a Moudon. La causa del rogo era stata una batteria ricaricabile agli ioni di litio: finita nel trituratore, è esplosa e ha bruciato tutto l’impianto. A Moudon vengono riciclate tutte le capsule di caffé della Svizzera e le batterie sono il principale rischio di incendio.

“Purtroppo in questi recipienti per l’alu non finiscono solo le capsule di caffé, ma anche tonnellate di batterie, anche pezzi grandi che il consumatore getta semplicemente qui dentro”, spiega Roger Blesi, direttore di Thévenaz-Leduc SA. “Una tonnellata al mese, è tantissimo, e questo solo perché il consumatore è troppo pigro per smaltire le batterie nel posto giusto.”

Solo lo scorso anno, 12 aziende di riciclaggio hanno subito danni milionari, come a Wallisellen, vicino a Zurigo, dove un incendio è stato provocato da sigarette elettroniche. I centri di raccolta chiedono ora campagne di informazione e altre misure.

”Un approccio possibile e forse anche semplice sarebbe ad esempio l’introduzione di un deposito su tutte le batterie al litio, piccole o grandi che siano”, suggerisce Peter Nardo, direttore di Remondis Recycling SA. “Quando le si riconsegna, si riceve indietro il denaro del deposito. Questo creerebbe una motivazione in più”.

L’organizzazione di riferimento Swiss Recycle ha creato un gruppo di lavoro per elaborare una serie di misure entro l’estate. Misure di sensibilizzazione, ma anche misure tecniche negli impianti. “Tutto questo costerà denaro, bisognerà vedere come finanziarlo”, sottolinea Peter Geisselhardt, direttore di Swiss Recycle. “In definitiva è denaro che il consumatore versa attraverso i contributi anticipati per il riciclaggio. E sì, potrebbe costare di più.” Meno caro è sicuramente consegnare ai rivenditori e smaltire in modo corretto gli apparecchi elettronici. Mai nel sacco dei rifiuti.

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