“Colpite gli occidentali ovunque si trovino”: l’internazionalizzazione della lotta contro lo Stato islamico ha provocato l’immediata reazione degli estremisti. Anzitutto nei paesi musulmani, con le brutali decapitazioni che sono diventate il sanguinoso marchio di fabbrica dei membri dell’IS. Ma anche entro gli stessi confini dell’Occidente, con l’emblematico caso australiano - l’arresto di 15 persone che pianificavano esecuzioni dimostrative in pubblico. Per quanto piccola, neutrale e prudente dal punto di vista politico, neppure la Svizzera può chiamarsi fuori dal rischio attentati o azioni dimostrative. Un rischio contenuto, secondo l’esperto di sicurezza e radicalismo islamico Lorenzo Vidino, ma pur sempre presente.
Alessandro Chiara
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