AFFARI DI CUORE E AFFARI DI STATO

C’è del tenero a Mon Repos? La Corte dovrà chiarire

Due giudici del Tribunale federale convivono, o lo hanno fatto in passato, e questo non è veramente consentito - La suprema corte se ne dovrà occupare, ma è improbabile che le sentenze pronunciate verranno riaperte

  • 59 minuti fa
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Tribunale federale: giudici conviventi?

Telegiornale 02.05.2026, 20:00

Di: Telegiornale-SRF/sdr 

Una relazione sentimentale tra due giudici del Tribunale federale sta sollevando interrogativi giuridici e istituzionali. Al centro del caso non vi è il legame, ma l’eventuale convivenza stabile, che potrebbe configurare una violazione della legge sulla composizione della suprema corte.

La vicenda è stata sollevata dalla Weltwoche, che parla di un vero e proprio “affare di Stato”. Secondo il settimanale, si sta cercando di stabilire se i due giudici abbiano convissuto in passato o se convivano tuttora. È questo il punto decisivo, perché la legge sul Tribunale federale , all’articolo 8, vieta a coniugi, partner registrati e persone che convivono stabilmente di esercitare contemporaneamente nella stessa corte.

Interpellato dalla SRF, il Tribunale afferma che i due giudici hanno ammesso di aver avuto una relazione di una certa durata fino a poco tempo fa.

Cosa vuol dire convivenza?

Quali elementi siano necessari per parlare di convivenza stabile lo spiega il professore di diritto all’Università di San Gallo, Benjamin Schindler: “La relazione dev’essere duratura e intensa, ad con una componente economica, come la condivisione delle spese domestiche. Deve essere poi una convivenza esclusiva, non una relazione tra le tante”.

Secondo Schindler, il rischio che la scoperta di una eventuale convivenza possa rimettere in discussione la validità delle sentenze pronunciate sarebbe tuttavia limitato: “i due giudici non hanno mai lavorato contemporaneamente sugli stessi casi. Non vi è dunque alcun pericolo che le sentenze siano state in qualche modo falsate”. Questa circostanza è stata confermata anche dal Tribunale federale, secondo cui i due non hanno mai fatto parte della medesima sezione.

Una valutazione che però non convince pienamente un altro docente di diritto, lo zurighese Lorenz Langer. A suo avviso, il fatto che i due magistrati non abbiano lavorato sugli stessi dossier non chiude necessariamente la questione: “il Tribunale non decide unicamente nelle sezioni, ma anche in altre configurazioni, come la corte plenaria, la commissione amministrativa o il presidio”.

I giudici coinvolti non hanno voluto rispondere alle sollecitazioni dei giornalisti. La suprema corte, dal canto suo, fa sapere di non aver ancora deciso quali passi intraprendere. Una decisione, però, è già stata presa: alla prossima riunione plenaria, la questione sarà sul tavolo. Anche per decidere come comportarsi in futuro.

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