Il proprietario del locale Constellation, Jacques Moretti, auspicava che un’eventuale istruttoria penale sui sospetti di riciclaggio a suo carico fosse trattata separatamente dal filone riguardante l’incendio mortale. Le procuratrici incaricate del fascicolo hanno però respinto la richiesta. L’analisi redatta dall’Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro dell’Ufficio federale di polizia — MROS — ha attirato l’attenzione di tutti gli avvocati costituiti nel caso della tragedia di Crans-Montana.
Il 23 febbraio, nel documento di 15 pagine indirizzato al Ministero pubblico vallesano e inserito nel fascicolo penale, il MROS segnala in particolare sospetti di amministrazione infedele, falsità in documenti, truffa assicurativa e riciclaggio di denaro nei confronti dei coniugi Moretti.
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“Nessun legame”
Qualche settimana più tardi, il 16 marzo, l’avvocato di Jacques Moretti, Patrick Michod, comunica per iscritto alle procuratrici che “sia i reati sia i fatti denunciati dal MROS non presentano il minimo legame con gli eventi avvenuti al Constellation”.
Lo stesso legale precisa inoltre che, “qualora dovesse essere aperta un’istruttoria” in relazione ai fatti evidenziati dall’Ufficio federale di polizia, questa dovrebbe essere separata dalla procedura volta ad accertare le responsabilità nell’incendio del locale di Crans-Montana.
“Una sola e unica procedura”
Secondo l’avvocato Michod, non vi sarebbe dunque motivo perché i numerosi legali delle parti civili possano esprimersi in un’eventuale inchiesta sul riciclaggio di denaro.
Tre avvocati contestano invece la richiesta di separare le procedure. Il 18 marzo, l’avvocata Miriam Mazou, che rappresenta la famiglia di un’adolescente deceduta, scrive alle procuratrici che “le questioni relative al finanziamento e alla gestione finanziaria dell’esercizio Le Constellation sono inscindibili da quelle riguardanti la sua gestione in materia di sicurezza e devono essere oggetto di un’unica e sola procedura”. In una decisione datata 29 aprile, di cui la RTS è venuta a conoscenza, il Ministero pubblico ha respinto la richiesta dell’avvocato di Jacques Moretti, ricordando anzitutto che “la separazione delle procedure deve restare un’eccezione”. Nel caso specifico, precisano le procuratrici, “se gli imputati Moretti hanno commesso più reati, allora devono essere perseguiti e giudicati per tutti i reati contemporaneamente”.
Secondo le magistrate, “l’istruzione del nuovo filone relativo ai sospetti segnalati dal MROS” non ostacolerà “in modo rilevante” lo svolgimento del filone riguardante l’incendio di Capodanno. La decisione rappresenta quindi una battuta d’arresto per Jacques Moretti, che può impugnarla entro dieci giorni davanti al Tribunale cantonale.

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