Il fenomeno della radicalizzazione islamica non è ancora un problema reale nelle carceri svizzere, ma il personale sarà sensibilizzato sul tema. Un progetto pilota inizierà a breve. Il corso si chiamerà "jihadismo - riconoscerlo, comprenderlo e gestirlo" e sarà proposto inizialmente nella Svizzera tedesca, dal prossimo mese, e poi in Romandia. "Il Ticino fa parte del concordato dei cantoni latini", ha spiegato il direttore delle strutture carcerarie ticinesi: le guardie del cantone seguiranno dunque il corso insieme ai colleghi romandi.
La Svizzera è stata finora risparmiata dagli attentati e non ci sono minacce concrete, ma il numero di musulmani dietro le sbarre è aumentato e con esso anche quello dei simpatizzanti fondamentalisti, che vanno identificati. Fra i formatori ci sarà anche Saida Keller-Messahli, presidente del forum per un Islam progressista.
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