Svizzera

Rogo di Crans-Montana, convocati tre dei nuovi indagati

Gli interrogatori si svolgeranno a inizio settimana - Mentre l’ultimo ferito nell’incendio del Constellation ricoverato all’estero tornerà in Svizzera tra pochi giorni

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A Sion proseguono gli interrogatori degli indagati per l'incendio al Constellation

A Sion proseguono gli interrogatori degli indagati per l'incendio al Constellation

  • Keystone
Di: ATS/Spi 

Tre dei nuovi indagati in relazione all’incendio di Capodanno nel bar Le Constellation a Crans-Montana (VS) saranno interrogati la settimana prossima dal gruppo di procuratrici incaricate del caso. Due di loro provengono dall’ambiente politico.

L’attuale municipale responsabile della sicurezza del Comune di Crans-Montana, Patrick Clivaz, in carica dal primo gennaio 2025, è stato convocato per lunedì 11 maggio. Clivaz non ricopriva quindi la funzione al momento dei controlli sulle norme antincendio effettuati presso il bar “Le Constellation” nel 2018 e nel 2019.

L’attuale vice capo del servizio di pubblica sicurezza del Comune sarà invece ascoltato il giorno successivo, presso il campus Energypolis a Sion.

Il sindaco dell’ex Comune di Chermignon, in carica tra il 2009 e il 2016, dovrà rispondere alle domande del gruppo di procuratori e legali il 13 maggio. Chermignon, Montana, Randogne e Mollens si sono fusi il primo gennaio 2017 per dar vita al nuovo Comune di Crans-Montana.

Tutti e tredici gli indagati devono rispondere delle stesse accuse, ossia omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo in relazione al rogo che nella notte di San Silvestro ha causato 41 morti e 115 feriti.

L’ex municipale di Chermignon responsabile delle costruzioni (2013-2016) sarà, a sua volta, convocato per la prima volta il 3 giugno, due giorni prima di una nuova audizione del gestore del bar, Jacques Moretti.

Presto dimesso ultimo svizzero ricoverato all’estero

Rimane ormai un solo cittadino svizzero ricoverato all’estero in seguito alla tragedia. Potrà tornare in Svizzera la prossima settimana. Questa situazione ha indotto l’Ufficio federale della protezione civile (UFPC) a non pubblicare più i dati settimanali relativi al luogo di ricovero dei feriti nell’incendio.

“Il motivo principale per cui l’UFPC registrava i dati nazionali era quello di pianificare i rimpatri in funzione delle capacità ospedaliere”, ha precisato l’ufficio a Keystone-ATS. “Questi dati costituivano quindi un elemento essenziale per il processo decisionale delle autorità competenti. Essendo questa esigenza ormai soddisfatta, tali dati non vengono più raccolti”, ha sottolineato.

Nell’ultimo conteggio pubblicato il 29 aprile, i feriti erano 38, di cui sei ancora in cura al CHUV di Losanna e quattro a Zurigo.

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