Svizzera

Casa Looren, un rifugio per traduttori in Svizzera

Un luogo di incontro e formazione dove professionisti provenienti da tutto il mondo scoprono e diffondono la ricchezza della letteratura elvetica

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Il lavoro del traduttore

Prima Ora 09.01.2026, 18:00

Di: Alice Caldelari 

Una casa per traduttori in Svizzera. Si chiama Casa Looren, è situata nei pressi di Hinwil, nel Canton Zurigo, e da vent’anni accoglie traduttori e traduttrici provenienti da tutto il mondo. Tra gli obiettivi, quello di far conoscere la letteratura elvetica oltre i confini nazionali. L’unica condizione per soggiornarvi è avere un contratto con una casa editrice per la pubblicazione di una traduzione.

In una Svizzera quadrilingue, la letteratura è ricca e variegata. Tuttavia, quella svizzero-italiana non è sempre conosciuta o riconosciuta. “Per molti è una scoperta. Non è scontato rendersi conto che esiste una letteratura italofona, anche per traduttori esperti della tradizione italiana”, spiega ai microfoni della RSI Gabriela Stöckli, direttrice di Casa Looren.

Gli ospiti di Casa Looren arrivano da tutto il mondo. Tra loro, lo scrittore e traduttore argentino Pablo Ingberg, che nel 2015 ha partecipato a un programma dedicato agli autori latini. “La Svizzera è un paese piccolo, e l’italiano in Svizzera è ancora più piccolo”, racconta. Abituato a tradurre autori di epoche passate e lontane, grazie alla sua esperienza in Svizzera ha potuto avvicinarsi alla letteratura svizzero-italiana. Il primo autore che ha tradotto è stato Alberto Nessi, originario di Mendrisio, con cui ha instaurato un legame personale: “Io traducevo autori già morti. Alberto Nessi è stato il primo con cui ho potuto dialogare”.

Casa Looren non si limita solo all’accoglienza ma promuove anche attività formative nella Svizzera italiana. A Villa Garbald di Castasegna, in Val Bregaglia, in collaborazione con Pro Grigioni Italiano, vengono organizzati dei laboratori immersivi di traduzione.

Attivi da 15 anni e coordinati dalle traduttrici Marina Pugliano e Anna Rusconi, questi laboratori si concentrano su generi specifici – dal romanzo al giallo, fino alla poesia – e prevedono traduzioni da qualsiasi lingua verso l’italiano.

Per la Val Bregaglia si tratta di un’opportunità preziosa. “Grazie a Garbald anche la popolazione ha potuto avere uno sguardo sul lavoro dei traduttori. Siamo una piccola valle italofona e il nostro compito è difendere e promuovere la lingua italiana”, sottolinea Rosita Fasciati, presidente di Pro Grigioni Italiano per la Bregaglia e consigliera della Fondazione Garbald.

Questo servizio è stato realizzato nell’ambito di un progetto promosso dal Forum per l’italiano in Svizzera, sostenuto dall’Ufficio federale della cultura.

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