In Svizzera i casi di legionellosi sono in costante aumento. A sottolinearlo un rapporto dell’Ufficio federale della sanità pubblica.
Dal rapporto emergono grandi differenze regionali. In Ticino nel 2023 il tasso di legionellosi ha sfiorato 20 casi ogni 100’000 abitanti, seguito dal Canton Glarona con circa 16 casi, mentre Basilea Città, con un tasso inferiore alla media, ha contato poco più di cinque casi.
Significative anche le differenze demografiche: gli uomini colpiti sono più del doppio rispetto alle donne e la metà dei malati ha più di 67 anni. Il tasso più elevato riguarda gli over 80.
Non sorprende, dunque, che negli anni l’attività di controllo del Laboratorio cantonale di Basilea Città si sia concentrata sulle case di riposo. E proprio venerdì ha confermato che in una di queste strutture sociosanitarie, diversi residenti e una collaboratrice si sono ammalati.
Le analisi hanno rivelato la presenza di Legionella pneumophila, il batterio responsabile delle forme più gravi di polmonite. Per le stesse ragioni, le ispezioni dello scorso anno si sono estese anche ad altri luoghi, frequentati spesso da persone anziane: palestre utilizzate per attività di riabilitazione e prevenzione ma anche navi albergo, caratterizzate da tassi di occupazione variabili e da docce talvolta inutilizzate.
Condizioni che aumentano il rischio di proliferazione batterica. I risultati delle verifiche effettuate nel 2025 sono stati eloquenti: in 9 delle 17 strutture controllate, pari al 53%, l’acqua di una o più docce non rispettava i requisiti di legge con valori di legionella superiori ai limiti consentiti.





