Scienza e Tecnologia

Stradivari: violini straordinari grazie agli abeti delle Alpi

Lo rivela la più estesa indagine dendrocronologica mai condotta sull’opera del maestro cremonese: nelle foreste d’alta quota il segreto di una qualità sonora leggendaria 

  • Un'ora fa
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  • IMAGO / Pacific Press Agency
Di: Red. Il giardino di Albert/Davide Conconi 

I preziosi e leggendari violini di Antonio Stradivari (nasce tra il 1643 e il 1649, muore nel 1737), celebri per la loro ineguagliabile qualità sonora, sono da secoli avvolti nel mistero. Un recente studio dendrocronologico, il più completo mai condotto sulla produzione del liutaio cremonese, svela ora alcuni dei segreti celati dietro questi capolavori, puntando i riflettori sulla meticolosa selezione del legno e sulle particolari condizioni climatiche che ne hanno favorito la crescita. La ricerca, pubblicata su Dendrochronologia, opera di un consorzio internazionale coordinato dall’Istituto italiano per la bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche, alla quale ha partecipato anche l’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio WSL, ha analizzato 314 serie di anelli di accrescimento di 284 violini autentici di Antonio Stradivari.

Molti strumenti presentano sequenze di anelli estremamente simili e dimostrano come Stradivari abbia spesso utilizzato tavole ricavate dallo stesso tronco per realizzare diversi violini, prodotti anche a distanza di anni. Questo comportamento sembra riflettere una selezione molto accurata del legno, volto a sfruttare materiali ritenuti particolarmente adatti.

Mauro Bernabei, Cnr-Ibe e coordinatore della ricerca

Il segreto del legno: abeti d’alta quota e il Minimo di Maunder

Lo studio ha rivelato un uso frequente di legno proveniente dallo stesso tronco e da siti ad alta quota. Le analisi hanno evidenziato che Stradivari prediligeva abeti rossi (Picea abies H. Karst., 1881) caratterizzati da anelli di crescita particolarmente stretti (con una media di 0,95 mm), una caratteristica tipica di alberi cresciuti in condizioni di altitudine elevata e basse temperature.

L’ipotesi dei ricercatori è che la formazione degli anelli di accrescimento forse sia stata influenzata dalle temperature più basse e dallo scarso soleggiamento riconducibili al “Minimo di Maunder”, un periodo di ridotta attività solare che si è protratto dal 1645 al 1715. Durante questo lasso di tempo, le temperature medie globali subirono un calo significativo (tra 1 e 2°C), influenzando la crescita degli alberi. Le stagioni vegetative più brevi e le temperature più basse di quel periodo hanno generato un legno particolarmente denso e omogeneo, ideale per la costruzione delle tavole armoniche dei violini.

Un violino - non uno Stradivari - "sotto la lente" nel laboratorio di dendrocronologia del WSL

Un violino - non uno Stradivari - "sotto la lente" nel laboratorio di dendrocronologia del WSL

  • WSL / Gottardo Pestalozzi

L’evoluzione dell’arte di Stradivari e la selezione del legno

La produzione di Antonio Stradivari è solitamente suddivisa in tre fasi principali: il “periodo iniziale” (1666-1680 circa), il “periodo di transizione” (1680-1700 circa) e il “periodo d’oro” (1700-1725 circa), seguita da un periodo tardivo (1725-1737). Lo studio dendrocronologico ha evidenziato come il cambiamento nella selezione delle fonti di legno sia strettamente correlato a questa suddivisione della sua evoluzione artistica.

I violini realizzati prima del 1706 mostrano una maggiore eterogeneità nella provenienza del legno, mentre quelli prodotti successivamente, durante il “periodo d’oro”, sono quasi esclusivamente riconducibili alla Val di Fiemme. Questa correlazione temporale non solo conferma la validità dei raggruppamenti dendrocronologici, ma suggerisce anche che la ricerca del “legno giusto” fu un elemento chiave nel raggiungimento dell’apice della sua arte.

Un dipinto che ritrae Antonio Stradivari al lavoro nel suo laboratorio

Un dipinto che ritrae Antonio Stradivari al lavoro nel suo laboratorio

  • IMAGO / United Archives

La Val di Fiemme: la “foresta dei violini” di Stradivari

La ricerca ha dimostrato che, a partire dall’inizio del XVIII secolo, in concomitanza con il suo “periodo d’oro”, Stradivari iniziò a privilegiare il legno proveniente dalle foreste d’alta quota della Val di Fiemme, nel Trentino orientale. Questa scelta non fu casuale, ma rifletteva una selezione consapevole e mirata di materiali ritenuti ottimali per le proprietà acustiche, la lavorabilità e l’estetica. È in questo contesto che Stradivari esprime la sua massima maturità artistica e tecnica.

Grazie ai dati degli anelli degli alberi, si sospettava già che molti liutai del Nord Italia nel XVIII secolo utilizzassero legno di abete rosso proveniente dalla Val di Fiemme

Paolo Cherubini, WSL e coautore dello studio

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Paolo Cherubini, il signore degli anelli

RSI Info 23.11.2024, 18:00

  • Il giardino di Albert (RSI)

Un tributo alla scienza e all’artigianato

Questa ricerca non solo approfondisce la nostra conoscenza sui processi di selezione dei materiali da parte di Stradivari, ma evidenzia anche come clima, ambiente e scelte del liutaio abbiano concorso alla realizzazione di strumenti considerati insuperabili. I violini di Stradivari non sono solo il frutto del genio di un artigiano, ma anche il risultato di una profonda comprensione delle proprietà del legno e di una fortunata coincidenza con un periodo climatico favorevole alla crescita di abeti dalle caratteristiche eccezionali. La “foresta dei violini” della Val di Fiemme, insieme all’abilità insuperabile di Stradivari, ha dato vita a un’eredità musicale che continua a incantare il mondo.

Anche la Svizzera ha le sue foreste “di risonanza”

La Svizzera vanta numerose zone rinomate per il legno di risonanza e per una grande tradizione di liutai. Nel Parc régional Jura vaudois, per esempio, il mestiere è tramandato da generazioni e la preziosa materia prima cresce ancora oggi nella splendida foresta di abete rosso del Risoud (o Risoux). A Rougemont (VD), nel cuore del massiccio des Arses, situato nel Parc naturel régional Gruyère Pays-d’Enhaut, una foresta di abete rosso che cresce a oltre 1600 metri, fornisce un legno di risonanza molto rinomato fin dal 1800. Oggi, una xiloteca conserva le tavole di legno di risonanza migliori per un loro utilizzo anche molto differito nel tempo.

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Parc Jura vaudois

Rendez-vous al parco 06.08.2023, 18:05

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Parc Naturel régional Gruyère Pays-D'Enhaut

Rendez-vous al parco 16.07.2023, 18:10

L’articolo è in relazione alla puntata di Casa Svizzera del 20 febbraio 2026 andata in onda su RSI ReteUno alle 9:05.

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