Svizzera

Clima agitato per l’uscita estiva di Rösti a Lucerna

Una dozzina di attivisti ha seguito il consigliere federale durante la sua passeggiata in direzione del Museo dei trasporti - Fischi nel confronti della politica climatica del Governo

  • 1 luglio, 13:20
  • 1 luglio, 16:06
Il ministro e gli attivisti

Il ministro e gli attivisti

  • Keystone
Di: ATS/Spi 

Una dozzina di attivisti per il clima si sono fatti notare mercoledì a Lucerna in occasione dell’uscita annuale estiva con i media organizzata dal consigliere federale Albert Rösti. Con fischietti, coriandoli e slogan hanno criticato l’inadeguata, secondo loro, politica climatica del Governo.

Dopo che Rösti aveva lasciato la stazione ferroviaria in direzione del lungolago di Lucerna, sono apparsi diversi manifestanti per il clima. Le forze di sicurezza li hanno lasciati fare e anche il ministro dell’ambiente è rimasto imperturbabile.

L'uscita di Rösti in una Lucerna piovosa

L'uscita di Rösti in una Lucerna piovosa

  • Keystone

Durante la passeggiata verso il Museo dei trasporti, gli attivisti hanno disturbato l’evento mediatico con interruzioni. Rösti ha così commentato con Keystone-ATS: “Questo fa parte della nostra democrazia”, aggiungendo di prendere sul serio il fatto che alcuni siano preoccupati. Rösti ha ricordato che la Svizzera è responsabile solo di un millesimo delle emissioni di CO2. “Tutto il mondo deve collaborare”. 

I piani del Governo

Rösti ha definito il museo la “sede del DATEC”, poiché vi sono rappresentati tutti i settori del suo dipartimento, ovvero ambiente, trasporti, energia e comunicazione. Lucerna è una scelta ancora più appropriata se si pensa che il Consiglio federale ha appena adottato le sue priorità future in materia di trasporti. Tra queste figura la costruzione di una stazione sotterranea a Lucerna, che costerà diversi miliardi di franchi.

Il consigliere federale non vuole passare per un semplice “costruttore di strade” e ha sottolineato come il progetto “Trasporti ‘45” preveda una spesa di 56,5 miliardi di franchi in 20 anni, 36 dei quali per la ferrovia.

Il democentrista ha parlato anche di energia e sulla necessità di mantenere un approvvigionamento elettrico sicuro. “Oggi è garantito”, ma in futuro occorrerà una maggiore produzione e serviranno tutte le fonti, “compresa quella nucleare”, ha affermato.

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