Prende ormai corpo, a Berna, la soluzione delle Camere federali per l'applicazione dell'iniziativa sull'immigrazione di massa. E il Nazionale ieri, lunedì, ha in larga misura accettato il modello proposto dall'ex presidente del PLR Philipp Müller e votato già giovedì scorso dagli Stati: esso prevede l'obbligo per i datori di lavoro, nell'eventualità di forte disoccupazione in taluni settori, di convocare per colloqui quei disoccupati residenti con profili corrispondenti agli impieghi. La Camera del popolo ha tuttavia preferito mitigare il testo, escludendo l'obbligo di giustificazione a carico delle aziende in caso di mancata assunzione. Il dossier tornerà ora agli Stati per l'esame della divergenza. Ma è questa, intanto, la soluzione di massima che si sta imponendo in Parlamento.
Il consigliere agli Stati Philipp Müller (PLR/AG)
Quanto sarà però "praticabile", nel successivo confronto con l'Unione Europea? "
Non credo che ci saranno grossi problemi a Bruxelles. Si tratta di norme fissate in una legge svizzera che non andranno a rivedere, a riscrivere l'accordo che abbiamo concluso" con l'UE. "
A mio avviso non ci sarà quindi uno scontro su questo punto". È questa la valutazione di
Michele Rossi, delegato per le relazioni esterne della Camera di commercio ticinese e già negoziatore della Svizzera all'epoca delle trattative che portarono all'Accordo sulla libera circolazione.
Fra Brexit e altri problemi di rilievo, sostiene Rossi, l'attenzione dell'UE si focalizza ora necessariamente su altri dossier
A Rossi appare inoltre improbabile che l'UE, già alle prese con la
Brexit e altre tensioni interne, intenda, su questa soluzione, aprire un nuovo fronte con la Svizzera. "
L'UE sta sicuramente vivendo i peggiori momenti dalla sua costituzione", sottolinea. "
Quindi, probabilmente, una soluzione di questo tipo non la disturba per ora più di quel tanto". Il momento, in buona sostanza, fa sì che l'Europa sia necessariamente concentrata su altri dossier.
"Non credo che ci sarà un irrigidimento da parte di Bruxelles..."
RSI Info 05.12.2016, 23:19
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Si può quindi parlare di una soluzione "eurocompatibile", per così dire? "Diciamo che non la vedo male" ci risponde Rossi."Bruxelles sicuramente non potrà dire di essere contenta ma, vista la portata di questa norma, non sarà secondo me così preoccupata rispetto a quanto poteva preoccuparsi , invece, all'indomani del 9 febbraio 2014". E a fare la differenza, ovviamente, è l'esclusione di misure come contingenti e tetti massimi.
Il dossier dell'applicazione del 9 febbraio tornerà agli Stati mercoledì
Qualche problema potrebbe invece intervenire intorno alla
nozione di "residenti", che, nei tribunali svizzeri, potrebbe essere anche contestata come discriminatoria nei confronti dei frontalieri. Sotto questo profilo, quindi, "
resta da vedere quella che potrebbe essere l'applicazione di questa legge da parte dei giudici", rileva l'ex negoziatore elvetico.
"I bilaterali, oltre a essere accordi negoziati dagli Stati, sono anche accordi che poi sono applicati nei casi concreti..."
RSI Info 06.12.2016, 00:03
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Alex Ricordi
RG 07.00 del 06.12.2016: il servizio di Gian Paolo Driussi
RSI Info 06.12.2016, 07:55
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