È ancora scontro tra Italia e Svizzera sulle spese mediche per i feriti del rogo di Capodanno a Crans-Montana. Sulla questione si è nuovamente espressa, nella serata di venerdì, la premier italiana Giorgia Meloni, che su X ha scritto: “Apprendo da notizie di stampa che le autorità svizzere hanno intenzione di chiedere all’Italia il pagamento delle esose spese mediche che l’ospedale di Sion avrebbe sostenuto per i ricoveri, anche di poche ore, di alcuni ragazzi rimasti feriti nell’incendio”. E ha sottolineato che “se questa ignobile richiesta dovesse essere formalizzata, annuncio fin da ora che l’Italia la respingerà al mittente e che non le darà alcun seguito”.
All’inizio di questa settimana in Italia avevano fatto discutere le fatture ospedaliere inviate alle famiglie di alcuni ragazzi coinvolti nel rogo. Ma era da subito apparso chiaro che si trattava di un documento contabile e che le famiglie, direttamente informate, non avrebbero dovuto pagare nulla. L’ambasciatore italiano a Berna, Gian Lorenzo Cornado, aveva comunque fatto sapere che avrebbe chiesto chiarimenti all’autorità vallesane.

Crans-Montana, nuova polemica in Italia
Telegiornale 24.04.2026, 20:00
Ed è oggi, venerdì, che si è tenuto a Martigny un incontro con il presidente del governo cantonale, Mathias Reynard. “L’Italia non pagherà le spese sanitarie per i feriti di Crans-Montana, di cui la Svizzera ha intenzione di chiedere il rimborso - ha dichiarato l’ambasciatore dopo il colloquio - il nostro Paese si è fatto carico per settimane della cura di due cittadini svizzeri all’Ospedale Niguarda di Milano e la protezione civile della Valle d’Aosta ha partecipato ai soccorsi con un proprio elicottero nelle prime ore della tragedia: c’è un principio di reciprocità che va rispettato”.
L'incontro tra Mathias Reynard (a sinistra) e Gian Lorenzo Cornado in occasione dell'odierno incontro a Martigny
Dalla Svizzera non è comunque stata formalizzata nessuna richiesta al Ministero della Salute italiano. E quello italiano è per ora un timore, come confermato alla RSI dall’ambasciatore Cornado. La presa di posizione delle autorità italiane è una protesta preventiva.




