C’è indignazione in Italia per la scarcerazione di Jacques Moretti, annunciata venerdì dal Tribunale vallesano per i provvedimenti coercitivi (TMC). Il proprietario del bar “Le Constellation” di Crans-Montana, dove nella notte di Capodanno 40 persone sono morte e 116 sono rimaste ferite in un violento rogo, è infatti tornato libero dopo che un amico ha pagato la cauzione di 200’000 franchi.
Ora le autorità italiane ricorrono alla diplomazia: il Governo ha infatti deciso di richiamare l’ambasciatore italiano in Svizzera. Come reso noto sabato da Palazzo Chigi, la mossa è stata concordata dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, decisa a far valere le ragioni dell’Italia e dei familiari delle vittime e dei feriti. Si tratta di “definire le ulteriori azioni da intraprendere”.

L'Italia richiama l'ambasciatore in Svizzera
Telegiornale 24.01.2026, 12:30
Nella nota di Palazzo Chigi si legge che la premier Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Tajani “hanno dato istruzione all’ambasciatore d’Italia in Svizzera Gian Lorenzo Cornado di prendere immediatamente contatto con la procuratrice generale del Canton Vallese Béatrice Pilloud per rappresentarle la viva indignazione del Governo e dell’Italia” dopo la scarcerazione di Moretti “nonostante l’estrema gravità del reato di cui è sospettato, le pesanti responsabilità che incombono su di lui, il persistente pericolo di fuga e l’evidente rischio di ulteriore inquinamento delle prove a suo carico”.
“L’Italia tutta - scrive ancora il Governo italiano - chiede a gran voce verità e giustizia, e chiede che a ridosso di questa sciagura vengano adottati provvedimenti rispettosi, che tengano pienamente conto delle sofferenze e delle aspettative delle famiglie”.
L'ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado
Dopo l’annuncio della scarcerazione, Tajani ha scritto su X che la decisione “rappresenta un vero oltraggio alla sensibilità delle famiglie che hanno perso i loro figli a Crans-Montana, che non tiene conto del lutto e del dolore profondo che queste famiglie condividono con il popolo italiano”.
Meloni si è invece detta indignata. E anche lei ha parlato di “oltraggio alla memoria delle vittime della tragedia di Capodanno” e di “insulto alle loro famiglie, che stanno soffrendo per la scomparsa dei loro cari”.
Tajani: “Un’inchiesta che fa buchi da tutte le parti”
In un incontro con la stampa, che si è tenuto sabato alla Farnesina a Roma, il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha definito il ministero pubblico vallesano “responsabile di un’inchiesta che fa buchi da tutte le parti.
Secondo Tajani, dopo il rilascio su cauzione, Moretti “potrebbe tentare la fuga. La responsabilità oggettiva dei signori Moretti è chiara. Noi vogliamo che sia fatta giustizia e lo dice una persona ipergarantista. Ma ancora una volta questa magistratura cantonale ha sbagliato. Il presidente del Consiglio (Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia, ndr) e io stamani eravamo veramente indignati. Non solo come rappresentanti del Governo italiano, ma come genitori e io anche come nonno. Per 200’000 franchi si è venduta la giustizia in quel Cantone. Siamo indignati con la magistratura cantonale”.
Pilloud: la scarcerazione “non è stata una mia scelta”
La procuratrice vallesana Béatrice Pilloud è dunque stata contattata sabato attorno alle 10 dall’ambasciatore italiano in Svizzera, come ha confermato lei stessa interpellata dall’agenzia Keystone-ATS. Sulla scarcerazione di Moretti, “ho spiegato - ha detto - che non si tratta di una mia scelta, ma di una decisione del Tribunale per i provvedimenti coercitivi. Gli ho inoltre consigliato di prendere contatto con il tribunale, oppure con le autorità federali, il Consiglio federale o l’Ufficio federale di giustizia (UFG)“.
Parmelin: “La politica non deve interferire”
Sulla questione ha preso posizione anche il presidente della Confederazione Guy Parmelin, che in un video pubblicato dal Blick ha detto: “Possiamo comprendere l’indignazione, ma in Svizzera abbiamo procedure diverse da quelle italiane e i due sistemi giuridici non vanno sovrapposti. Dobbiamo rispettare la separazione dei poteri e la politica non deve interferire. La giustizia deve svolgere le sue indagini in modo trasparente e pagare eventuali errori. La stessa cosa vale sul piano politico”.
Venerdì Parmelin ha inoltre incontrato a Crans-Montana i familiari delle vittime italiane del rogo. Ha ascoltato le loro richieste e ha delineato il percorso che la Svizzera intende seguire. “Le famiglie chiedono trasparenza completa per poter capire cosa è successo” ha dichiarata in un ‘intervista alla RTS dopo l’incontro. Il loro obiettivo è “fare esperienza della giustizia e assicurare che le procedure vengano condotte correttamente”. Un percorso, ha ammesso, che “ha bisogno di un accompagnamento che durerà molto a lungo”.

Parmelin incontra i famigliari delle vittime
Telegiornale 23.01.2026, 20:00
Cassis: “Come l’Italia, anche la Svizzera piange le 40 vittime e i tanti feriti”
Il consigliere federale Ignazio Cassis, capo del Dipartimento degli affari esteri (DFAE), ha sentito sabato il ministro degli Esteri italiano Tajani: “Abbiamo ribadito la volontà di Svizzera e Italia di sostenersi reciprocamente in questa tragedia comune” ha scritto in un post pubblicato su X. E ha sottolineato: “Come l’Italia, anche la Svizzera piange le 40 vittime e i tanti feriti della tragedia di Crans-Montana. Capiamo il dolore perché è anche il nostro dolore. Vogliamo chiarezza. Seguiamo con attenzione il lavoro della giustizia del canton Vallese”.
La decisione del tribunale
In seguito al pagamento della cauzione, venerdì il TMC ha disposto la revoca della carcerazione e l’adozione di misure sostitutive per contrastare il rischio di fuga. Queste ultime comprendono, in particolare, il divieto di lasciare il territorio svizzero, l’obbligo di depositare i documenti di identità e di soggiorno presso la Procura, l’obbligo di presentarsi quotidianamente presso un posto di polizia e quello di versare delle garanzie.
Jacques Moretti, che insieme alla moglie Jessica è accusato di omicidio colposo, incendio colposo e lesioni personali colpose, era stato incarcerato lo scorso 9 gennaio.

Jacques Moretti fuori dal carcere
Telegiornale 23.01.2026, 20:00










