Svizzera

Gas radon, disaccordo in Parlamento

Il Consiglio degli Stati boccia l’obbligo di risanare gli edifici fuori norma (costo medio 10’000 franchi). Si torna al Nazionale. Al gas, invisibile e inodore, è attribuita la seconda causa di cancro ai polmoni dopo il fumo, con 200-300 morti ogni anno

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Svizzera: in Parlamento il dibattito sul radon

SEIDISERA 08.06.2026, 18:00

Di: SEIDISERA-Gian Paolo Driussi/Bleff 

La radioattività naturale e più precisamente il gas radon è stato oggetto di una controversia in Parlamento. Le Camere federali non sono infatti d’accordo sulle misure di risanamento degli edifici le cui misurazioni superano i valori limite recentemente aggiornati. O meglio, non sono d’accordo sugli obblighi di risanamento degli stabili da parte dei proprietari. La questione riguarda direttamente Ticino e Grigioni, fra i Cantoni più esposti al radon.

Radon, una storia lunga 40 anni

Dici radon e ti si apre una storia che dura già da quasi 40 anni, scandita da scoperte, ricerche, campagne e decisioni politiche. Una storia il cui aggiornamento sta passando dalle Camere federali nell’ambito di alcune modifiche della legge sulla radioprotezione e il cui carattere controverso è emerso oggi una volta di più.

Il gas invisibile e i suoi rischi

Il Radon, gas invisibile e inodore a cui è attribuita la seconda causa di cancro ai polmoni dopo il fumo con 200-300 decessi in Svizzera ogni anno, si trova soprattutto nell’arco alpino e nella catena del Giura, e penetra negli edifici attraverso fessure, crepe e punti non ermetici delle fondamenta. Dal 2018 il valore limite è stato abbassato da 1000 a 300 becquerel per metro cubo. Circostanza che ha fatto sensibilmente aumentare gli stabili fuori norma — potenzialmente il 10% in Svizzera, ancora di più in Ticino e Grigioni.

E qui si apre la questione politica, che è però anche tecnica, essendo i risanamenti disciplinati per legge ma anche e soprattutto per ordinanze. Non si parla qui di nuovi edifici e nemmeno di quelli da ristrutturare, ma di tutti gli altri immobili che attualmente sono fuori norma e che, stando a Consiglio Federale e Consiglio Nazionale, andrebbero risanati dai loro proprietari.

Il nodo dei costi

La scelta sarebbe sproporzionata, ha spiegato Daniel Fässler a nome della maggioranza della Commissione competente. I costi medi di risanamento sono stimati in circa 10’000 franchi per edificio per 200’000 edifici interessati. Ciò comporterebbe costi complessivi per circa 2 miliardi di franchi.

È dunque una questione di soldi, ma anche di oneri imposti, dato che ha aggiunto il consigliere agli Stati del Centro per sapere se il proprio stabile va risanato occorre effettuare delle indagini a proprie spese. Il Consiglio federale contesta quest’ultima argomentazione e dice: quanto deciso dal Nazionale è già meno severo di quanto voleva il governo. In ogni caso, con la disposizione in questione potrà decidere, secondo il principio di proporzionalità, quando ocorrerà procedere ai risanamenti.

Il voto al Consiglio degli Stati

In assenza di disposizioni sancite nella legge, la pratica attuale e collaudata verrebbe indebolita, il che andrebbe, fra l’altro, contro la volontà espressa dai Cantoni durante la consultazione, ha detto Elisabeth Baume-Schneider. Nulla da fare. Il Consiglio degli Stati ha bocciato la controversa disposizione. La questione torna al Nazionale. L’ultimo capitolo, quello politico di questa lunga storia, non è ancora concluso.

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