A 59 anni anni, mentre tutti gli altri presidenti e capi di Governo dei grandi paesi europei sono stati sconfitti alle urne dopo la crisi, Angela Merkel trionfa e vede così rafforzata la sua posizione intransigente di paladina del rigore finanziario in Europa. Il prossimo sarà il suo terzo mandato, un traguardo tagliato in precedenza solo da Konrad Adenauer e Helmut Kohl.
Colei che da anni guida la classifica di Forbes delle donne più potenti del mondo ha pilotato la quarta economia mondiale con la sua combattività e con il suo stile consensuale. Per i tedeschi è ormai "Mutti", mamma, ma Kohl la chiamava "das Mädchen", la ragazza, quando nel 1990 vinse nella sua circoscrizione e attirò l'attenzione dell'allora cancelliere, guadagnandosi il Ministero della condizione femminile e della gioventù dapprima e quello dell'ambiente poi.
Figlia di un pastore protestante
Nata Angela Dorothea Kasner nel 1954 ad Amburgo, la Merkel si era trasferita con la famiglia all'Est quando aveva pochi mesi. Suo padre era pastore protestante. Proprio questo legame con la Chiesa le costò il divieto ad insegnare russo e fisica nell'ex DDR, ma ne favorì l'ingresso nella CDU ancor prima della riunificazione.
Due matrimoni e il mentore Kohl
A 23 anni aveva sposato Ulrich Merkel, da cui aveva divorziato cinque anni dopo mantenendone però il cognome. Le seconde nozze con il professore di chimica Joachim Sauer, molto discreto ed allergico ai media, sono del 1998. Due anni dopo, la sua carriera politica conobbe una nuova accelerazione: durante lo scandalo per i fondi neri della CDU, si distanziò dal suo mentore Kohl, di cui denunciò le responsabilità. Fu a sua volta scalzata da Edmund Stoiber nella corsa alla candidatura conservatrice nel 2002, ma Stoiber perse contro Gerhard Schröder e lei ne approfittò: fece pulizia nel partito, impose il suo uomo di fiducia Horst Köhler, che divenne presidente federale.
Il resto è storia: la vittoria su Schröder nel 2005, pur dilapidando gran parte del vantaggio della vigilia e ritrovandosi obbligata ad accettare una "Grosse Koalition". Poi il bis nel 2009 e i due dossier che hanno segnato il suo secondo mandato: quello del debito e la decisione di abbandonare il nucleare dopo il disastro di Fukushima.
RedMM







