Il Servizio delle attività informative della Confederazione stima che siano attualmente 62 i presunti jihadisti partiti dalla Svizzera per combattere all'estero, contro i 56 a fine novembre.
Secondo Berna, queste cifre indicano che il fenomeno è in aumento e che la collaborazione fra le autorità per individuare i potenziali combattenti funziona. A preoccupare è soprattutto “l'incitazione alla violenza e allo jihad sul web da parte di persone probabilmente residenti in Svizzera, che sta assumendo dimensioni importanti”.
Stando ai dati raccolti, 37 persone si sono recate in Siria e in Iraq, 25 in Afghanistan, Pakistan, Yemen o Somalia. Alcune si trovano ancora nel medesimo luogo, 8 sono decedute (di cui 5 confermate), altre si stanno spostando all'interno delle zone di conflitto o sono rientrate in Svizzera. Nel maggio 2013, erano una ventina le persone partite con possibili intenti jihadisti. Un anno dopo il loro numero era già salito a 40.
ATS/bin
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