Svizzera

Dire "porco straniero" non è razzismo

Per il TF, le esternazioni di un agente nei confronti di un algerino sospettato di furto non vanno oltre l'ingiuria; la Commissione contro il razzismo è preoccupata

  • 21.02.2014, 13:17
  • Oggi, 12:58
L'uomo insultato era stato fermato durante la fiera Baselworld

L'uomo insultato era stato fermato durante la fiera Baselworld

  • KEYSTONE

Dare del “porco straniero” o “sporco asilante” a qualcuno costituisce un’ingiuria ma non una discriminazione razziale ai sensi del codice penale svizzero. Lo stesso vale anche quando questi insulti sono utilizzati in relazione a singole nazionalità.

A stabilirlo è il Tribunale federale, chiamato a giudicare il caso di un poliziotto che nel 2007 aveva apostrofato con questi aggettivi un richiedente l'asilo algerino fermato al salone internazionale dell'orologeria e della gioielleria di Basilea, sospettato di borseggio ai danni di un cittadino russo.

I giudici hanno così dato ragione all’agente e annullato la decisione della giustizia della città renana, che l’aveva condannato per discriminazione razziale a una pena pecuniaria con la condizionale.

"Ingiurie non collegate a una razza, etnia o religione"

Gli insulti proferiti dal poliziotto nell'esercizio delle sue funzioni, stando all’Alta corte di Losanna, sono certo particolarmente fuori posto e inaccettabili, ma non sono da considerare in rapporto con una determinata razza, etnia o religione come esige l'articolo 261bis del codice penale che punisce la discriminazione razziale.

Inoltre “porco” e “sporco” (“Sau” e “Dreck” in tedesco) nell'area linguistica tedescofona sono da molto tempo ampiamente utilizzati come "manifestazione di malumore" e sono sentiti certo come ingiurie, ma non come attacco alla dignità umana, condizione perché si realizzi la fattispecie del reato di “discriminazione razziale”.

ATS/FM

Timori da berna

La Commissione federale contro il razzismo, pur essendo sostanzialmente d'accordo con la sentenza del TF, teme che l'esclusione delle parole come "porco" e sporco" dalla norma antirazzista porti una "banalizzazione delle espressioni a carattere razzista". L'introduzione di disposizioni legislative in questo campo sono state osteggiate dall'UDC nel 1995, quando era stato lanciato un referendum contro la modifica del codice penale.

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