Il comitato di’iniziativa di Ecopop ha risposto mercoledì alle critiche scaturite sulla sua posizione riguardo al planning famigliare nei paesi in via di sviluppo.
Nel testo contro la sovrappopolazione che sarà sottoposto a votazione popolare il 30 novembre, si esige che il 10% dei fondi destinati all’aiuto alla sviluppo venga impiegato per sostenere il controllo delle nascite nei paesi più poveri.
Un proposito assurdo secondo le associazioni umanitarie raggruppate sotto Alliance sud. Per i promotori che hanno risposto alle accuse di colonialismo, razzismo e eugenismo, si tratta invece di difesa di un diritto fondamentale riconosciuto dall’ONU come uno dei metodi più efficaci per lottare contro la povertà.
A sostenerlo, durante la conferenza stampa, anche Werner Huar, direttore dal 2008 al 2014 del Fondo delle Nazioni Unite per le popolazioni, che ha difeso l’importanza di promuovere la pianificazione famigliare pur non condividendo l’obiettivo finale di Ecopop: limitare la crescita annuale della popolazione in Svizzera allo 0,2% su una media di 3 anni.
Ats/ZZ






