“Il fatto che il Centro sia inadatto e vetusto è risaputo", ma la manutenzione è continua. Il direttore Antonio Simona non si scompone per le critiche, rivolte da parte della Commissione nazionale per la prevenzione della tortura (CNPT), al Centro asilanti della città di confine.
“A Chiasso i richiedenti l’asilo in genere passano solo qualche giorno: per le prime visite, la fototattiloscopia e le misure sanitarie di confine. Queste avvengono normalmente nelle prime 48 ore. Poi in genere le famiglie vengono mandate a Biasca”, aggiunge.
“La struttura è abbastanza vecchia, è del 1996, ed è soggetta a grande usura: infatti vengono fatti in continuazione lavori di manutenzione. Per metterlo a posto, con un intervento radicale, il Centro va chiuso per diversi mesi: questo però non dipende da noi, che siamo solo inquilini”, conclude Simona.
Joe Pieracci








