"La fine del conflitto fiscale permetterà di affrontare i veri problemi": così Eveline Widmer-Schlumpf prima delle riunione in Lussemburgo con i ministri delle finanze dell'UE, durante la quale ha firmato un accordo che mette fine a cinque regimi fiscali controversi. L'ascia di guerra era già stata sotterrata con una dichiarazione congiunta in giugno.
"È importante che le regole siano ora uguali per tutti", ha dichiarato la consigliera federale, che in cambio dell'abbandono da parte della Confederazione e dei cantoni di privilegi concessi alle aziende straniere (considerati discriminatori dall'UE) si attende aperture in altri campi, come l'accesso al mercato europeo per banche e assicurazioni.
Il momento della firma italiana
I Ventotto (l'Italia in particolare) rinunceranno inoltre alle sanzioni nei confronti della Svizzera una volta che questa avrà rispettato la parola data, pur riservandosi la possibilità di adottarne ancora se i nuovi regimi (in settembre è stata presentata la terza riforma della tassazione delle imprese) non dovessero a loro volta risultare conformi. Si parla in particolare dei cosiddetti "licence box", strumenti adottati anche in 9 Stati membri dell'UE e su cui Bruxelles dove ancora pronunciarsi.
Rapporti con Roma
Dopo il botta e risposta degli ultimi due giorni, i rapporti fra Roma e Berna e con Eveline Widmer-Schlumpf in particolare "rimangono ottimi. Proseguiremo i lavori", ha assicurato a margine del vertice il ministro italiano dell'economia Pier Carlo Padoan.
pon/ATS
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RG 12.30 del 14.10.2014 La diretta di Luca Fasani






