La soluzione del conflitto fiscale con gli Stati Uniti ha compiuto un passo avanti importante il 31 dicembre scorso, con l’obbligo sottoposto alle circa trecento banche attive in Svizzera ad iscriversi nella categoria 2 del fisco americano, ossia quella riservata agli istituti che ritengono di avere fra i loro clienti persone non in regola. Una trentina d’istituti hanno scelto quest’opzione, la maggior parte dei quali sono banche cantonali.
Soprattutto dicembre è stato caratterizzato dagli annunci di partecipazione al programma statunitense di regolarizzazione fiscale da parte di svariate banche. Gli istituti bancari elvetici che hanno deciso di essere inseriti nella categoria 2 non erano ancora nel mirino del Dipartimento americano di Giustizia, ma – dopo le prime verifiche – hanno ritenuto che ci fossero motivi più che validi per supporre d’aver violato loro malgrado il diritto USA, contribuendo così all’evasione fiscale e pur non avendo fatto nulla per incoraggiare tale atto illecito.
Allo stato attuale, non tutte le banche presenti nella Confederazione hanno reso note le loro intenzioni agli uffici del fisco d’oltre Atlantico. Alcune tra queste hanno diffuso autonomamente informazioni in merito alla loro decisione, mentre altre lo hanno fatto solo dopo espressa richiesta da parte dei media. Ma ve ne sono altre ancora di cui non si sa se si sono messe in regola con la giustizia americana prima della scadenza del 31 dicembre 2013.
ATS/EnCa







