Il fondo di finanziamento dell’infrastruttura ferroviaria (FAIF) è sproporzionato e troppo caro. Lo affermano gli oppositori al progetto sottoposto al popolo il prossimo 9 febbraio. Il comitato contrario, raggruppa esponenti dell’UDC, dell’associazione degli autotrasportatori (ASTAG) e degli importatori di autoveicoli (auto-suisse). Guida il gruppo il consigliere nazionale solettese democentrista Walter Wobmann.
Per il rappresentante UDC il fondo è un inganno in quanto alimentato, in parte almeno, dalla tassa sul traffico pesante e dai dazi sui carburanti. Gli oppositori al FAIF sostengono che i trasporti pubblici non arrivano al 50% di autofinanziamento, mentre la strada riesce a coprire i costi al 100%.
Stando a Wobmann, inoltre, il fondo è lievitato in modo eccessivo passando dagli iniziali 3,5 miliardi previsti dal Consiglio federale ai 6,4 voluti dalle Camere federali. Malgrado questi fondi, per i contrari, non ci saranno miglioramenti sensibili, opponendosi quindi a qualsiasi altra misura per finanziare il fondo.
ATS/Swing
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Il servizio di Mattia Serena
RSI Info 23.12.2013, 13:29
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L’Unione delle città svizzere invita a voler approvare, il prossimo 9 febbraio, il finanziamento e ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria. Pollice verso, invece, per l’iniziativa dell’UDC contro l’immigrazione di massa. L’immigrazione degli ultimi anni si è fortemente concentrata nei centri urbani e ha contribuito allo sviluppo del benessere nazionale. Non si vuole quindi rimettere in discussione la libera circolazione. Per quanto concerne l’infrastruttura ferroviaria, questa, è un elemento importante per il sistema di trasporto tra le città e tra gli agglomerati e il resto del paese. Una base finanziaria solida e duratura è dunque essenziale.






