Svizzera

Fusione PPD-PBD: Darbellay dice "no"

La collaborazione è però auspicata, perché occorre rafforzare un centro troppo frammentato

  • 09.04.2014, 12:56
  • Ieri, 13:16
"Non matrimonio, ma cooperazione", si augura il vallesano

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  • KEYSTONE

Christophe Darbellay, intervistato dalla Neue Zuercher Zeitung, si dice aperto a un'unione con il Partito borghese democratico (PDB), ma si oppone a una fusione: ci sono altre forme di collaborazione, afferma il presidente del Partito popolar-democratico (PPD).

Filippo Lombardi, che guida il gruppo democristiano alle Camere, aveva dichiarato a fine febbraio che creare un unico gruppo parlamentare era un'opzione realista.
Proposta però subito respinta da Martin Landolt, che governa la formazione nata da dissidenti dell'Unione democratica di centro.

Voci sull’opportunità dell’operazione sono tornate a circolare dopo la severa sconfitta patita dal PBD (11 seggi su 25) alle elezioni cantonali bernesi di fine marzo. Da parte sua, il PPD ha anche avviato discussioni con i liberal-radicali allo scopo di rafforzare tutto il centro, penalizzato dall’eccessiva frammentazione.

ATS/dg

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