Degli ex diplomatici svizzeri ribadiscono le loro critiche alla posizione della Svizzera riguardo alla guerra nella Striscia di Gaza e alla situazione in Cisgiordania. In una lettera aperta chiedono al Consiglio federale di adottare misure concrete.
All’inizio di giugno avevano già scritto al capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) Ignazio Cassis per denunciare “il silenzio e la passività” della Svizzera di fronte ai “crimini di guerra” commessi da Israele a Gaza. L’analisi del DFAE è evoluta nella giusta direzione, ma “la Svizzera si limita alle dichiarazioni”, osservano gli autori.
Visto il drammatico deterioramento della situazione sul campo, gli ex diplomatici si rivolgono questa volta direttamente al Consiglio federale. In assenza di una reazione da parte del governo israeliano e del movimento palestinese Hamas, “proponiamo che la Svizzera adotti misure concrete, come stanno facendo sempre più Stati amici”, si legge nella lettera.
Gli autori definiscono “inaccettabile” la strategia del governo del primo ministro Netanyahu di fronte alla condanna internazionale. Condannano la nuova escalation militare nella Striscia di Gaza. Condannano anche il nuovo piano di costruzione di 3’400 unità abitative in Cisgiordania, che impedirà definitivamente la creazione di uno Stato palestinese.
Di fronte a queste flagranti e sistematiche violazioni del diritto internazionale, la Svizzera ha il dovere di reagire, prosegue la lettera. Deve riconoscere lo Stato palestinese all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a settembre. Deve sospendere ogni cooperazione militare con Israele e vietare le esportazioni di armi e beni a doppio uso verso Israele con effetto immediato.
Altre misure, sollecitate nella lettera, includono il divieto di commercio con gli insediamenti israeliani nei Territori palestinesi occupati e sanzioni mirate contro ministri, soldati, coloni israeliani e dirigenti palestinesi sospettati di crimini di guerra.
Gli autori ritengono inoltre che la Svizzera debba denunciare il progetto di reinsediamento dei palestinesi di Gaza in un Paese terzo; accogliere i bambini feriti per le cure mediche nei nostri ospedali; sostenere le attività dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA) e di qualsiasi altra organizzazione attiva in Palestina la cui azione sia ostacolata dagli Stati Uniti o da Israele.
La lettera è stata consegnata ieri, sabato, al Consiglio federale. Tra i 70 firmatari figurano in particolare l’ex ambasciatore svizzero in Israele François Chappuis e l’ex consigliere nazionale Tim Guldimann, il rappresentante svizzero a Parigi François Nordmann, i due ex ambasciatori speciali per il Medio Oriente Didier Pfirter e Jean-Daniel Ruch, nonché l’ex ambasciatore in Iran Philippe Welti.

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Telegiornale 25.08.2025, 12:30