È lanciata la campagna contro l’acquisto da parte della Confederazione di 22 caccia Gripen di fabbricazione svedese su cui si voterà il 18 maggio. “Sono troppo cari, in tutta la loro durata di vita costerebbero 10 miliardi di franchi” e non solo i 3,126 preventivati dal Dipartimento della difesa, hanno spiegato oggi (lunedì) a Berna i rappresentanti dell’alleanza rosso-verde che aveva lanciato il referendum.
Bisogna infatti considerare anche i costi di utilizzo e manutenzione, oltre agli aggiornamenti che si renderanno necessari.
In considerazione dell’andamento delle sue finanze, “la Svizzera non può assumersi un tale rischio”, hanno sostenuto gli oppositori dell’aereo da combattimento. Una cifra così consistente andrebbe spesa in campi dove sarebbe più razionale investire, come l’AVS, la formazione e i trasporti pubblici.
Il Gripen, inoltre, presenta anche un altro consistente rischio: il modello scelto da Berna esiste per ora solo sulla carta. Trentadue F/A-18, per il cui adeguamento sono appena stati spesi 400 milioni di franchi, dovrebbero bastare per i prossimi decenni, secondo i contrari. Soprattutto se si considera che la vicina Austria assicura la polizia dei cieli con appena 15 apparecchi.
ATS/pon
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RG delle 18.30 - Il servizio di Roberto Chiesa
RSI Info 31.03.2014, 20:51








