Svizzera

I lefebvriani ricorrono contro le scomuniche

La Fraternità San Pio X invoca il diritto canonico e chiede la rettifica dell’atto amministrativo emesso dalla Santa Sede il 2 luglio

  • Ieri, 15:31
  • Ieri, 15:43
I sacerdoti Pascal Schreiber, a sinistra, e Michael Goldade ricevono la consacrazione episcopale durante la messa pontificia organizzata dalla Fraternità San Pio X, a Ecône

I sacerdoti Pascal Schreiber, a sinistra, e Michael Goldade ricevono la consacrazione episcopale durante la messa pontificia organizzata dalla Fraternità San Pio X, a Ecône

  • Keystone
Di: ATS / Tieffe 

La Fraternità sacerdotale San Pio X ha presentato ricorso contro la scomunica dei suoi sei vescovi, decretata dalla Santa Sede il 2 luglio.

La scomunica era stata pronunciata all’indomani dell’ordinazione di quattro sacerdoti a Écône, in Vallese. Tra loro c’è il sacerdote svizzero Pascal Schreiber. Il Dicastero per la Dottrina della Fede aveva stabilito che le consacrazioni erano state celebrate “senza mandato pontificio, contro la volontà del Santo Padre, in aperta violazione del diritto canonico”, configurando il delitto di scisma.

Con il ricorso, la Fraternità intende “esercitare il diritto che la Chiesa riconosce a ogni persona che si ritenga danneggiata da un atto amministrativo”.

Oltre ai quattro ordinati il 1° luglio, sono stati scomunicati anche i vescovi Alfonso de Galarreta e Bernard Fellay. Si tratta del secondo scisma dal 1988.

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Lefebvriani: è scisma nella chiesa cattolica

Telegiornale 01.07.2026, 12:30

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